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12 Settembre 2026Dal 7 al 15 novembre la settima edizione. Tra le anticipazioni presentate a Venezia, Paolo Strippoli con “L’estranea”, Enzo d’Alò, l’omaggio a Pasquale Festa Campanile e il dialogo con Tétouan nell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo
Crescere per un festival non significa soltanto diventare più grande, ma acquisire un’identità sempre più riconoscibile. È la direzione intrapresa dal Matera Film Festival, che dal 7 al 15 novembre 2026 tornerà nella Città dei Sassi per la sua settima edizione. Le prime anticipazioni sul programma sono state presentate il 10 settembre all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior, nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Un festival che non ruota intorno a un unico tema, ma continua a trovare la propria identità nella transmedialità, facendo dialogare il cinema con fumetto, gioco, letteratura, animazione e serialità televisiva. Un attraversamento di linguaggi che diventa anche uno strumento per interrogarsi sulle trasformazioni del cinema e sul modo in cui le immagini modificano la nostra percezione della realtà.
A dare la misura della dimensione ormai internazionale della manifestazione è innanzitutto il concorso. L’open call si è conclusa con circa 600 opere provenienti da 42 Paesi, tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, alle quali si accompagna il lavoro di scouting dei programmatori. Particolare attenzione viene riservata alle cinematografie emergenti, alle produzioni indipendenti e alle opere prime e seconde. Della Giuria Internazionale faranno parte Cristiana Allievi, Abdellatif El Bazi, Antonella Ferrara, Marianna Fontana e Bady Minck.
L’obiettivo, come emerso durante la presentazione veneziana, è utilizzare il concorso e le diverse sezioni non soltanto per fotografare il cinema contemporaneo, ma per provare a capire dove stia andando il cinema. Una ricerca accompagnata dalla crescita, negli anni, di un pubblico sempre più attento.
Paolo Strippoli e lo stato del cinema italiano
Tra gli appuntamenti di Focus Italia, sezione curata da Mimmo Dinoia, ci sarà il 14 novembre un panel dedicato allo stato di salute del cinema italiano, mettendo allo stesso tavolo autori, produttori, distributori e critici per affrontare questioni come produzione, sale cinematografiche, pubblico e ricambio generazionale.
Tornerà inoltre al festival Paolo Strippoli, già presente nella sesta edizione con La valle dei sorrisi, vincitore del Premio Speciale della Giuria del Pubblico. Il regista incontrerà questa volta gli spettatori presentando il nuovo film L’estranea. Focus Italia celebrerà inoltre i 25 anni di 01 Distribution, con un incontro con il direttore Luigi Lonigro.
Enzo d’Alò, Pinocchio e l’animazione
Cinema, fumetto, gioco e animazione trovano invece casa nella sezione Eroi Per Casa, che avrà tra i protagonisti Enzo d’Alò, autore di alcuni dei film più importanti dell’animazione italiana degli ultimi decenni, da La freccia azzurra a La gabbianella e il gatto.
Il regista sarà protagonista di una masterclass e di un focus dedicato alla sua carriera. In programma anche la proiezione di Pinocchio, caratterizzato dai personaggi e dagli ambienti creati da Lorenzo Mattotti e dalle musiche di Lucio Dalla. Proseguirà inoltre la collaborazione con Mondo TV Group per la valorizzazione del suo archivio di animazione.
Da Matera a Tétouan
Un peso particolare avrà quest’anno il Mediterraneo. Nel 2026 Matera condivide infatti con la città marocchina di Tétouan il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo.
Il Focus Mediterraneo avrà il proprio fulcro nella collaborazione con il Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan, attraverso uno scambio di film e delegazioni. In ottobre il Matera Film Festival porterà in Marocco Don Chisciotte di Fabio Segatori, Il quieto vivere di Gianluca Matarrese e Pinocchio di Enzo d’Alò; a novembre sarà invece Matera ad accogliere una selezione di produzioni marocchine e una delegazione del festival di Tétouan.
Sempre nell’ambito di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo è prevista una collaborazione con Cinecittà, che organizzerà in città attività dedicate all’audiovisivo insieme al festival.
Ma lo sguardo internazionale non si fermerà al Mediterraneo. Proseguirà anche il rapporto con il Festival Présence autochtone – Montreal First Peoples’ Festival. L’11 novembre sarà dedicato un approfondimento al cinema indigeno canadese, accompagnato dalla proiezione di Uiksaringitara – Wrong Husband di Zacharias Kunuk e dalla consegna del Premio Montréal–Matera.
L’omaggio a Pasquale Festa Campanile
Tra i momenti più significativi dell’edizione ci sarà inoltre una giornata dedicata a Pasquale Festa Campanile, in avvicinamento al centenario della nascita dello scrittore, sceneggiatore e regista lucano, nato a Melfi nel 1927.
L’incontro, intitolato Con quale amore, con quanto amore, approfondirà in particolare i comportamenti sentimentali e la rappresentazione della figura femminile nel cinema e nella narrativa di Festa Campanile. Sono previste riletture, performance e incontri con le scuole, oltre alla proiezione di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, del quale Festa Campanile fu cosceneggiatore. L’iniziativa nasce in collaborazione con Letti di Sera – Notte Bianca del Libro.
Completeranno il mosaico Fuori Serie, dedicata alla serialità televisiva e alle anteprime di nuovi episodi alla presenza di cast e autori, e la sezione dedicata ad ambiente e sostenibilità, realizzata insieme ad ARPA Basilicata. A queste si aggiunge una rete di collaborazioni che comprende, tra gli altri, Giffoni Film Festival, Booktrailer Film Festival e FEDIC.
È proprio la costruzione di questa rete a riassumere la filosofia dell’edizione. Come sottolinea il presidente Dario Toma, il festival cresce attraverso i rapporti costruiti con realtà come Tétouan, Montréal e i Balcani, perseguendo l’idea del cinema come luogo d’incontro tra culture e di Matera come spazio nel quale linguaggi differenti possano dialogare.
La settima edizione sembra così voler consolidare definitivamente la fisionomia del Matera Film Festival: non soltanto mostrare film, ma utilizzare il cinema come punto di partenza per attraversare linguaggi, culture e forme narrative differenti. E, soprattutto, provare a capire attraverso di essi quale potrebbe.
di Stefano Cavalli




