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24 Agosto 2026Il Direttore della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi fra i protagonisti della 47esima edizione del Meeting di Rimini. Una riflessione sul ruolo dei musei nel panorama contemporaneo, fra incertezze e nuove sfide.
I musei come sistemi culturali integrati gestiti, al pari delle imprese, secondo un modello di governance manageriale e strutturato. Non solo motori economici di sviluppo ma anche luoghi di inclusività e sostenibilità in cui contemplare la bellezza misurandosi, al contempo, con le grandi domande dell’esperienza umana. Questi alcuni dei temi al centro dell’intervento di Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Biblioteca Nazionale Braidense, Palazzo Citterio e Cenacolo Vinciano, in occasione della 47esima edizione del Meeting di Rimini intitolata, quest’anno, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, l’ultimo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri, scelto per promuovere una riflessione sul valore delle relazioni, della pace e della responsabilità condivisa in un contesto globale segnato da profonde trasformazioni e nuove sfide.
Intervenuto nell’ambito del panel “Quando l’arte Crea Sviluppo” – moderato dal Direttore di “Tempi” Emanuele Boffi e dedicato alle grandi sfide del mondo dei beni culturali – insieme al Sottosegretario di Stato alla Cultura Pietro Cannella e ad Antonello Aurigemma, Presidente Consiglio regionale Regione Lazio, a Giuseppe Frangi, Giornalista e critico d’arte e a Fabio Tagliaferri, Presidente e Amministratore Delegato Ales S.p.a, Angelo Crespi ha illustrato l’esperienza della Grande Brera, evidenziando come un sistema integrato possa generare valore oltre alla mera conservazione, costruendo relazioni solide e proficue tra istituzioni città e pubblico.
La nascita della Grande Brera, con l’inaugurazione di Palazzo Citterio in Via Brera 12 il 7 dicembre 2024, attesa per oltre cinquant’anni, ha rappresentato non soltanto un ampliamento museale, bensì la creazione di un modello di governance culturale innovativo e d’avanguardia. Oggi la Grande Brera costituisce un sistema riconoscibile, capace di rafforzare il ruolo di Milano nel panorama culturale internazionale.
“In un momento in cui molte istituzioni museali europee stanno ripensando il proprio ruolo, l’esperienza della Grande Brera indica una possibile direzione. Il valore di un museo non si misura più soltanto attraverso la qualità delle sue collezioni permanenti, ma anche nella capacità di produrre contenuti, promuovere ricerca, coinvolgere pubblici differenti e creare connessioni tra discipline, epoche e linguaggi. É in quest’ottica che il museo diventa quella che sono solito definire una cattedrale di senso: un luogo che non offre risposte univoche bensì custode di immagini e simboli attraverso cui ogni visitatore può ritrovare significati condivisi e vivere un’esperienza che abbia una densità diversa rispetto al consumo quotidiano. La sfida più ambiziosa per il futuro è senz’altro quella di dimostrare che un grande museo contemporaneo non deve limitarsi a custodire il passato, ma può diventare uno dei principali laboratori culturali del presente”, dichiara il Direttore della Grande Brera Angelo Crespi.
Le dimensioni economiche raggiunte dall’istituzione museale restituiscono con chiarezza questo cambio di paradigma; per il 2026 si prevedono ricavi complessivi intorno ai 16 milioni di euro (considerando biglietteria, concessioni, erogazioni liberali, sponsorizzazioni e trasferimenti statali). Un dato significativo che attesta un percorso di crescita che ha portato i ricavi della Grande Brera dai 6 milioni del 2024 ai 15 milioni del 2025. Anche le proiezioni sui visitatori confermano questa tendenza, con la prospettiva di superare nuovamente quota 650.000.
Tale modello, più strutturato e manageriale, adottato da Brera e da altri istituti con impegno e convinzione, si fonda anche sulla capacità di costruire solidi rapporti con il mondo delle imprese, come nel caso del “Patto per Brera”, progetto nato da un’idea del Direttore Crespi per accompagnare il proprio mandato – e realizzato insieme a Comin & Partners, società di consulenza strategica di comunicazione e relazioni istituzionali – che riunisce oggi sedici membri in un circolo di mecenati, hub di imprenditori e aziende che riconoscono nella cultura una risorsa imprescindibile per lo sviluppo del Paese. L’adesione si concretizza attraverso lo strumento dell’Art Bonus e dunque il sostegno a Brera unisce valore culturale e vantaggio fiscale; le erogazioni liberali raccolte superano oggi 1.151.400 euro: è la misura più concreta della fiducia accordata al progetto Grande Brera dal sistema imprenditoriale italiano, attestandone la solidità.
La stessa logica è alla base del nuovo progetto di partenariato speciale pubblico-privato che, disciplinato dall’art. 134 del Codice dei contratti pubblici, introduce un modello di coinvolgimento stabile dei privati nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta di un ribaltamento di prospettiva rispetto alle tradizionali concessioni di servizi o sponsorizzazioni: nel PSPP i soggetti privati non intervengono soltanto nella gestione, ma vengono coinvolti fin dalla definizione delle strategie e contribuiscono allo sviluppo delle attività secondo un principio di sussidiarietà tra pubblico e privato. L’iniziativa rappresenta il primo grande progetto di partenariato speciale pubblico-privato a favore di un’istituzione museale a Milano e riguarda spazi identitari della Pinacoteca di Brera, a partire dal Grande Brera Design Store, concepito sul modello dei grandi museum store internazionali (in primis, il MoMa di New York), oltre al Bar Fernanda nella Pinacoteca ed il Giardino di Palazzo Citterio con un nuovo bistrot orientato alla sostenibilità ambientale.
Nell’ambito del suo intervento, Angelo Crespi ha inoltre evidenziato l’importanza per i musei di porsi come luoghi inclusivi e dal forte senso di comunità, riconoscendo nell’arte una spiccata finalità sociale. Un’attenzione ai pubblici più fragili che si esplica in numerosi progetti e iniziative rivolte ai bambini e agli adulti oltre che nella fornitura di audiovideo-guide in lingua dei segni e bassorilievi pensati per il pubblico non vedente o ipovedente.
La capacità per un museo di richiamare milioni di visitatori non dipende solo dall’attrattività delle opere e delle collezioni custodite. L’esperienza della Grande Brera, e di altre istituzioni museali di rilievo internazionale, dimostra che le persone cercano luoghi capaci di sottrarle alla frammentazione della vita quotidiana. Il Museo può essere interpretato come uno spazio di ricerca di una salvezza “laica”, come possibilità di ritrovare ordine, profondità e continuità attraverso la bellezza. Un esempio di questa forza universale è il Cenacolo Vinciano affidato alla gestione della Pinacoteca di Brera nel 2024. Al di là della sua notorietà, l’opera continua a riunire persone provenienti da culture diverse attorno a un’immagine che appartiene alla tradizione cristiana, ma parla in modo universale di comunità, tradimento e sacrificio.
L’intervento del Direttore Angelo Crespi si colloca nell’ambito della giornata più attesa di questa edizione del Meeting di Rimini, il 22 agosto, caratterizzata dalla visita di Papa Leone XIV che va a rafforzare la vocazione principale della manifestazione quale luogo di dialogo, incontro e confronto sui grandi temi della contemporaneità.
da comunicato stampa




