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22 Agosto 2026Tano Pisano è un grande artista, pittore scultore, designer, personalità molto attiva e eclettica, attento ai materiali da usare e sperimentatore continuo, capace di rinnovarsi nelle tecniche e nei contenuti, sempre sensibile ai cambiamenti sociali e culturali, ha lavorato e viaggiato in Danimarca e Spagna ma da circa dieci anni lavora a Pietrasanta. L’8 agosto 2026 è stato inaugurato un Murale a Pietrasanta dal titolo Meccano Apuano, opera che l’artista ha dedicato alle Apuane, 48 pannelli in plexiglas, un disegno stilizzato delle cave con un piccolo simbolo dell’Eni.
Noi in una calda giornata estiva, durante la settimana di Ferragosto di questa infuocata estate, siamo andati a trovarlo e a chiacchierare con lui, ci ha accolto sorridente nel suo laboratorio studio che definisce showroom, situato nel centro della piccola Atene, perla della Versilia. Tano ci ha raccontato di essere vissuto in Spagna con sua moglie, sulla Costa Brava, in provincia di Girona, vicino Barcellona, dove è stato molto produttivo, adesso a Pietrasanta ha anche altri due atelier e ha creato un’amicizia culturale, un asse artistico tra le due città. Alla mia domanda sul perché le Apuane sono un soggetto così tanto amato, Tano si definisce nel lavoro classico, cioè disegna in modo realista poi passa all’astrazione, comincia a stilizzare. ‘Le Apuane sono le montagne che quando esco o vado al mare, vedo sempre, per me questo è molto importante, il paesaggio è una cosa che affascina. Arte significa fare un artificio, artificiale per far capire il reale, qualsiasi soggetto deve essere rappresentato in modo diverso, io parto dal realismo per arrivare alla stilizzazione, per far capire il pensiero, le Dolomiti sono grafiche, hanno forza grafica, le Apuane sono più sottili, hanno linea più poetica’.
Parliamo della famosa mostra che ci sarà a ottobre qui a Pietrasanta nella chiesa di Sant’Agostino, cosa sarà esposto? Tano ci regala delle preziose anticipazioni. ‘la data precisa ancora non la sappiamo ma ci saranno una decina di Meccani di due metri circa, poi ci saranno tante pitture e incisioni. A Barcellona lavoravo nello stesso studio di Mirò, dove lui faceva le incisioni quando veniva in Spagna, ho fatto più di 120 incisioni sulle Apuane; ci saranno inoltre tanti acquerelli, tanti oli e tante sculture. Saranno soprattutto stilizzazioni, molte declinazioni dall’iperrealismo all’astratto alla stilizzazione; io cambio spesso genere, mi rinnovo continuamente, ho bisogno di nuovi linguaggi, siamo in una società che cambia velocemente, ancora si parla di Andy Warhol che è di ottant’anni fa, era un’arte che gli americani avevano fatto in un periodo storico particolare di sviluppo economico, commerciale e industriale, dopo ottant’anni, non possiamo insistere sullo stesso discorso fatto con lo stesso linguaggio! Se ti guardi in giro, sono tutti epigoni di cose morte, non si può più! Neanche il Barocco è durato ottant’anni. Io sono molto italiano come base della mia pittura, perché parto sempre dai miei maestri che sono i pittori di Siena del trecento, più che quelli di Firenze, perché quelli di Siena sono più poetici, hanno forma di astrazione, sono bidimensionali, hanno una pittura più spirituale come Simone Martini e Lorenzetti, mentre i fiorentini hanno i piedi per terra; inoltre io amo sperimentare ma scelgo la tecnica da usare secondo il contenuto, secondo l’idea che voglio rappresentare, dall’acquarello, agli oli ai meccani’.
Parliamo con il gentile Tano del suo murale, perché il simbolo dell’Eni in un Meccano? Tano risponde: E’ un omaggio a Enrico Mattei un grande imprenditore che voleva sfruttare in positivo le ricchezze naturali, il marmo deve essere estratto con amore e senza sfruttamento, era un uomo formidabile per l’Italia e per il suo comportamento nell’ecologia. Ho fatto una chiesa in Spagna e nella chiesa, per terra ho messo delle ceramiche inglesi, così che i bambini, quando stanno in chiesa, possono pure toccare, giocare eccetera. Anche là ho fatto un omaggio a Mattei, un testo in spagnolo, Mattei diceva sempre: ‘Nasciamo tutti uguali’, poi mi piace anche il disegno dell’animale. Avevo dedicato una mostra agli artigiani del marmo, il grande scrittore Luis Sepulveda ha avuto un legame profondo con Pietrasanta e con gli artigiani del marmo, definendo i cavatori eroi, ha ricevuto la cittadinanza poetica nel 1998 dal comune di Pietrasanta’. Tano conclude la nostra intervista parlando della società attuale che secondo lui ha eliminato la cultura, ‘ci sono artisti che hanno coscienza sociale ma non vengono distribuiti, vengono distribuiti quelli che fanno meno danno, perché non danno fastidio a nessuno, un artista se dice qualcosa sull’ambiente, sul clima, sull’ecologia viene messo da parte, non viene evidenziato’.
Tano ci mostra le sue produzioni e con orgoglio il suo showroom, ci salutiamo con la promessa di vederci a ottobre.
Simona Priami




