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2 Giugno 2026Ai Dialoghi di Pistoia appena trascorsi si è parlato anche del grande cinema. Il Cinema Lux ha ospitato infatti due proiezioni fondamentali per comprendere il rapporto tra corpo, identità, trasformazione e umanità: The Elephant Man di David Lynch, e The Fly di David Cronenberg.
Due opere diversissime per stile e atmosfera, ma unite da uno stesso nucleo: il modo in cui guardiamo il corpo umano e ciò che definiamo “normalità”. Un tema che si lega perfettamente allo spirito dei Dialoghi, da sempre interessati all’uomo, alle sue trasformazioni sociali, culturali e fisiche.
The Elephant Man resta ancora oggi uno dei film più intensi e innovativi mai realizzati da Lynch. Basato sulla vera storia di Joseph Merrick, uomo affetto da gravi deformazioni nella Londra vittoriana, il film segue il rapporto tra Merrick e il medico Frederick Treves, che prova a sottrarlo allo sfruttamento da baraccone per restituirgli dignità e umanità. Girato in uno straordinario bianco e nero, il film colpisce ancora oggi per la sua capacità di trasformare quello che potrebbe sembrare un racconto sulla “mostruosità” in una riflessione profondamente umana sulla compassione, sulla crudeltà sociale e sul bisogno di essere riconosciuti come persone. Lynch riesce a creare immagini sospese tra realismo e incubo, anticipando molte delle sue ossessioni cinematografiche future, ma mantenendo una sensibilità accessibile e commovente.
Vederlo oggi significa confrontarsi con un’opera che continua a parlare del presente: del giudizio sull’apparenza, dell’emarginazione e dello sguardo verso il diverso. Temi centrali anche per un festival come i Dialoghi, che mette al centro la condizione umana e le sue fragilità.
Se The Elephant Man rappresenta il lato più poetico e malinconico della trasformazione del corpo, The Fly ne mostra invece il lato più inquietante e radicale. Il film racconta la storia dello scienziato Seth Brundle, che durante un esperimento di teletrasporto fonde accidentalmente il proprio DNA con quello di una mosca, iniziando una lenta e terrificante mutazione. Quello che potrebbe sembrare un semplice horror fantascientifico è in realtà uno dei film più profondi e moderni di Cronenberg. Dietro gli effetti speciali rivoluzionari e le celebri scene di body horror si nasconde una riflessione potentissima sul decadimento del corpo, sulla malattia, sull’identità e sulla paura della perdita di sé. David Cronenberg realizza un’opera ancora oggi impressionante per modernità visiva e tematica. Molti dei temi affrontati il rapporto tra uomo e tecnologia, il corpo come luogo di trasformazione e crisi, la paura biologica risultano incredibilmente contemporanei anche quasi quarant’anni dopo l’uscita del film.
La presenza di questi due titoli al Cinema Lux ha rappresentato quindi un’occasione rara per vedere o riscoprire sul grande schermo due classici assoluti del cinema d’autore e fantastico, capaci ancora oggi di disturbare, emozionare e far riflettere. Due opere che dialogano perfettamente con l’identità culturale dei Dialoghi di Pistoia e che meritano di essere vissute in sala, dove la forza delle immagini e dei suoni acquista tutta la sua potenza.
Pietro Calamai




