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“Il viaggio non scelto”
30 Maggio 2026Nel cuore del Chianti, il borgo medievale di Radda accoglie, dal 6 giugno al 20 settembre 2026, il lavoro del pittore e scultore Sergio Fiorentino. Con Radda Arte 2026 le sue opere – segnate dall’inconfondibile blu ultramarino che contraddistingue la sua ricerca – si inseriscono tra vicoli, piazze e spazi del paese, costruendo un itinerario espositivo diffuso che mette in dialogo mito mediterraneo, tradizione figurativa e paesaggio toscano.
Il progetto, curato da Mila Sturm, nasce nel solco dell’esperienza di Panzano Arte 2019 e rinnova nel territorio del Chianti l’incontro tra arte contemporanea e paesaggio. Realizzata grazie a Fondazione Caris, main sponsor, con il sostegno del Comune di Radda in Chianti e il patrocinio della Regione Toscana, l’iniziativa si distingue anche per la collaborazione con il Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” di Siena, iniziata a febbraio 2026 con masterclass e workshop e che proseguirà fino all’allestimento della mostra. Ventidue studenti dei corsi di pittura e scultura hanno partecipato a un programma formativo direttamente legato alla realizzazione dell’esposizione, seguendo l’artista in tutte le fasi creative e organizzative.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Elemento visivo che attraversa tutta la mostra è il caratteristico blu di Fiorentino, un ultramarino profondo e vibrante che da anni definisce la sua ricerca pittorica. Questo colore avvolge volti e figure sospese, presenze che sembrano emergere e dissolversi nello spazio pittorico evocando una dimensione mitica e senza tempo. L’itinerario espositivo si sviluppa sia nel borgo di Radda che nella bellissima Chiesa di Santa Maria Novella, distante pochi chilometri verso Volpaia, recentemente aperta al pubblico dopo lunghi anni di restauro avviati nel 1990. L’edificio, uno dei più notevoli esempi di pievi romaniche della zona, accoglie due grandi dipinti di santi di Sergio Fiorentino che instaurano un rapporto intimo con l’architettura sacra, mentre sui muri esterni fluttuano drappeggi monumentali che riproducono le sue pitture.
A Radda, invece, l’esposizione si snoda in tutto il centro storico. Lungo la strada principale, gigantografie, pitture monumentali, sculture e installazioni stabiliscono un dialogo diretto con l’intimità raccolta del paese, invitando il visitatore ad attraversarlo seguendo le opere.
Davanti al sagrato della Chiesa di San Niccolò, si trova un’installazione composta da dieci sculture della serie Segreti, teste che si aprono rivelando una dimensione interiore e misteriosa. Il luogo di accoglienza al pubblico, in pieno centro del paese, diventa per l’occasione una galleria che accoglie sei grandi opere, pitture insieme ad altri oggetti, tra cui mobili-sculture e vasi dedicati alla figura di San Sebastiano, creati nello studio di Noto dell’artista, che trovano ispirazione da colori, materiali e suggestioni del passato, rielaborati in chiave onirica.
Il progetto coinvolge inoltre direttamente lo spazio pubblico attraverso la partecipazione degli studenti del Liceo, che realizzeranno 22 manifesti, uno ciascuno, installati nell’area normalmente destinata alle affissioni elettorali: una personale interpretazione del tema “Blue: Fiorentino and Me”, trattato durante il workshop, trasformando questi contesti solitamente legati alla comunicazione politica in luoghi di espressione visiva e creativa.
Durante tutta la durata della rassegna, il blu dell’artista diventa anche un segno nel paesaggio: i campanili delle due chiese, di Santa Maria Novella e di San Niccolò, saranno illuminati con una luce blu visibile nella notte, un segnale luminoso legato alla presenza dell’artista.
L’ARTISTA SERGIO FIORENTINO
Pittore e scultore, Sergio Fiorentino, classe 1973, nato a Catania, profondamente legato alla Sicilia, vive e lavora in un ex-convento di Noto. La sua ricerca nasce da una profonda conoscenza della tradizione figurativa. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Catania e formatosi nel restauro del patrimonio storico, l’artista ha sviluppato un linguaggio in cui la luce mediterranea e la memoria del barocco siciliano dialogano con una sensibilità contemporanea. Sergio Fiorentino coniuga con grande virtuosismo un classicismo senza tempo con una modernità radicale. Nel contesto di Radda il suo immaginario incontra la misura e l’armonia del paesaggio toscano, generando un confronto tra due tradizioni visive che trovano nelle opere dell’artista un punto di equilibrio. La manifestazione si inserisce inoltre nella tradizione delle grandi esperienze che hanno messo in dialogo arte contemporanea e territorio in Toscana. A partire dalle iniziative promosse negli anni Ottanta da Luciano Pistoi al Castello di Volpaia, fino ai progetti Arte all’Arte e Tuscia Electa, queste esperienze hanno costruito nel tempo un modello di confronto tra artisti, paesaggio e patrimonio storico. Radda Arte 2026 si colloca idealmente in questa linea, rinnovando nel Chianti l’incontro tra arte contemporanea e comunità.
Sergio Fiorentino con il suo blu ultramarino trasforma Radda in un paesaggio sospeso tra mito e realtà. Un attraversamento tra arte e storia, dove ogni angolo del borgo diventa un frammento di universo pittorico e scultoreo, in sintonia con la luce e il respiro del Chianti.
Bruno Grillo per Arteventinews.it




