
FACCIAMOLI STRANI – RADIO GRAMMOFONO BRIONVEGA TOTEM RR130
12 Aprile 2026
CLAUDIO BAGLIONI al PARC di FIRENZE
13 Aprile 2026Napoli/Mouffetard: Corrispondenze – Tracce di memoria e diari di luce. Una mostra fotografica di Maria Di Pietro.
A cura di Felisia Toscano
Nel cuore storico di rue Mouffetard, dove la quotidianità si fonde con la letteratura urbana, la fotografa italiana Maria Di Pietro — che da anni vive in Toscana ma di origini orgogliosamente di Napoli —presenta Napoli/Mouffetard: Corrispondenze, un’indagine visiva che annulla le distanze geografiche per tracciare una cartografia dell’anima.

Napoli/Mouffetard- La Mostra di Maria Di Pietro-credits Maria Di Pietro
Con la curatela di Felisia Toscano l’esposizione riunisce una serie di “taccuini visivi” in formato 15×20: frammenti di un diario itinerante che collega il magma di Napoli alla pietra millenaria di Parigi.
La mostra è una sovrapposizione metafisica, per Maria Di Pietro Napoli è un “sogno sospeso tra il magma e il mare”, una dimora dello spirito che cerca nel silenzio il suo battito invisibile. Rue Mouffetard e lo storico locale Le Verre à Pied diventano il versante parigino di questo sentire, un luogo dove le atmosfere cinematografiche di Jean-Pierre Jeunet smettono di essere cinema per farsi vita stessa.
“Fotografare Napoli significa, per me, trattenere l’invisibile che la tiene in piedi”, confida l’artista. “Rue Mouffetard è stata la riva su cui approdare; un angolo di cuore dove la fotografia si fa respiro.”
L’esposizione esplora l’immagine come un haiku: una sintesi poetica in cui il dettaglio — un muro scrostato, un riflesso in un bicchiere, la fragilità di un sorriso — assurge a linguaggio universale.

Napoli/Mouffetard- La Mostra di Maria Di Pietro-credits Maria Di Pietro
“Maria sceglie la densità del piccolo formato come atto di resistenza materica in un’epoca di immagini trasparenti e volatili”, spiega la curatrice. “La luce diventa il mezzo per ‘riparare’ l’assenza e trattenere il tempo. Queste opere sono cartoline inviate da un altrove che ci appartiene.”
Il percorso invita il visitatore ad una pausa contemplativa, simile al tempo sospeso di un caffè a Napoli o di un bicchiere di vino a Parigi. Le opere, firmate e numerate, rappresentano un capitolo estratto dai taccuini personali dell’artista, offrendo allo spettatore un segreto confidato a mezza voce.
La mostra sarà visitabile fino all’8 maggio.
Comunicato stampa




