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25 Marzo 2026Shanghai. Febbraio 2023. Chen Cao, l’ex ispettore capo del dipartimento di polizia della città, da anni è stato rimosso dall’incarico e promosso direttore di un ente praticamente inutile, l’Ufficio per la Riforma del sistema giudiziario, poi pure messo in licenza di convalescenza. Le alte sfere non si fidavano più di lui, è caduto in disgrazia, da anni la Sicurezza interna lo sorveglia assiduamente. Mentre è a casa, dove traduce un po’ di classici della poesia cinese e lavora a un’antologia delle proprie liriche, riceve la telefonata da Vecchio Cacciatore, poliziotto in pensione, attivo come esperto in una piccola agenzia di consulenze e investigazioni e padre del detective Yu Guangming, il suo leale ex collega ora ispettore alla centrale. Decidono di vedersi per un tè. Mei, una misteriosa ricca signora, conosciuta come l’Immobiliarista Numero Uno di Shanghai, si è rivolta all’agenzia offrendo molto denaro per avere informazioni su un indovino di nome Xiaohui (abbreviato in X) che casualmente le aveva dato dritte giuste ma poi era scomparso, forse a causa di guai con la polizia. Per i casi della vita, da qualche tempo si era ridotto a fare il veggente proprio davanti all’ingresso di Vicolo della Polvere Rossa, luogo cui si assommano tanti ricordi di Chen, antichi e recenti. Inoltre, decenni prima aveva studiato inglese su una panchina del vicino parco del Bund, proprio come lui. Ormai la pandemia è pressoché finita, la giovane e snella segretaria del suo ufficio Jin lo adora e accetta di aiutarlo, Chen inizia a leggere i memoriali che Mei gli fornisce, trova tracce e rievoca parallelamente la propria giovinezza nel contesto concreto delle permanenti discutibili scelte del regime cinese.
Quattordicesimo episodio della serie ambientata in Cina e scritta in inglese negli Usa dal docente universitario di letteratura in Missouri Xiaolong (“piccolo drago”) Qiu (Shanghai, 1953). Come sempre, fra poesie, detti, adagi, proverbi, versi, la narrazione è in terza quasi fissa sul leggendario protagonista cinese e talora sulla sua nuova preziosa conturbante assistente, reciprocamente ancora molto attratti da pulsioni e sentimenti, nonostante la differenza d’età. I primi episodi erano stati ambientati subito dopo i fatti di Tienanmen (1989), che suggerirono, invece, a Qiu di fermarsi negli Stati Uniti. Ora siamo giunti ai giorni nostri, questo romanzo si apre con una lunga dedica a tanti amici e conoscenti cinesi davvero esistiti o esistenti: sono i “compagni segreti” del titolo, riprendendo non il ’68 europeo ma una novella di Conrad. X e Chen costituiscono nelle trame biografiche una sorta di doppio, “come se tra loro due esistesse qualche legame misterioso e inspiegabile”, di triplo considerando l’autore. La scansione della vicenda ripercorre i sette giorni dell’indagine, alla fine dubbiosamente accettata, con tanti capitoli che si aprono con due poesie, la prima della letteratura cinese antica (le spiegazioni bibliografiche sono nelle note finali), la seconda “sua” (raccolte in apposito separato volume giù uscito nel 2016). Largo spazio viene dato alla completa lettura dei tre lunghi memoriali inseriti da Mei nella cartelletta di documentazione per Chen. La questione essenziale è che si è abbastanza esaurita la creativa vena letteraria romanzesca dell’autore, lo scorrere della vicenda risulta ancora una volta ripetitivo, con rischi di noia. In parte, è la cifra della serie, un’immersione sentimentale nell’immenso paese da cui ci si è motivatamente dolorosamente distaccati (l’amico Zhang illustra esplicitamente le possibili “strategie di fuga”), una dimensione narrativa lirica su alcune contingenze emotive all’interno della povera immutabile corrotta condizione umana da quelle parti (e forse ovunque). Poi, qualcuno viene pure ucciso in corso d’opera, ma il caso viene rinviato alla prossima puntata. Frequenti colte citazioni, fra poca birra e ancor meno vino, ovviamente. L’Oriente è rosso era il motivo tipico della Rivoluzione Culturale, ma Xiaohui ascolta altro nel silenzioso e pittoresco Old Jazz bar, ragionando sulle offerte alternative di dirigere una collana editoriale in Cina o di fare ricerca negli Usa.
Compagni segreti
Qiu Xiaolong
Traduzione di Fabio Zucchella
Noir
Marsilio Venezia
2026 (orig. 2024, The Secret Sharers)
Pag. 254
Recensione di Valerio Calzolaio




