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21 Marzo 2026“Io sono un architetto. Ettore Sottsass” è una mostra che si presenta come un attraversamento ampio e meditato della sua ricerca, restituendo la complessità di una figura che ha segnato profondamente il Novecento europeo, muovendosi con naturalezza tra architettura, design, scrittura e immagine. L’esposizione riunisce un corpus vasto di opere – disegni, ceramiche, oggetti, fotografie e documenti – che delineano una traiettoria creativa in cui il progetto non è mai soltanto funzione, è interrogazione continua sul senso dell’abitare e sul ruolo della forma nella vita contemporanea. Sottsass non è solo un designer di oggetti iconici, è un osservatore inquieto del proprio tempo, capace di trasformare la pratica progettuale in una riflessione più ampia sulla condizione dell’uomo moderno.

Forma, colore e pensiero: l’universo di Ettore Sottsass in mostra a Pistoia-ph Maria di Pietro
Già nei lavori degli anni del dopoguerra si percepisce una tensione particolare verso l’essenzialità, le superfici cromatiche, i volumi netti, l’uso libero del colore suggeriscono una ricerca che tenta di liberare l’oggetto dalla mera dimensione utilitaria per restituirgli una presenza quasi simbolica nello spazio domestico.
Il percorso espositivo si concentra soprattutto su un periodo cruciale della sua attività, dagli anni Cinquanta ai primi Settanta: decenni in cui Sottsass intreccia il rapporto con l’industria, la sperimentazione con i materiali e una crescente attenzione verso dimensioni più personali e narrative del progetto.
Disegni e fotografie affiancano gli oggetti, restituendo il ritratto di un autore che non separava mai il gesto creativo dalla riflessione teorica. Le forme appaiono essenziali, talvolta quasi arcaiche, attraversate da un uso del colore che rompe ogni rigidità. In questo equilibrio tra disciplina e invenzione si riconosce una delle eredità più durature del suo lavoro, Sottsass ricorda come ogni progetto possa diventare occasione di pensiero, uno spazio in cui forma, materia e colore partecipano alla costruzione di un’immagine più ampia dell’esperienza umana.
La mostra è visitabile a Palazzo Buontalenti fino al 26 luglio 2026.
Testo Felisia Toscano
Fotografie Maria Di Pietro




