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10 Marzo 2026Con il Radiomarelli Scrigno si raggiungono le sensibilità dei collezionisti più raffinati. E’ un modello ricercatissimo e per questo, nonostante la caduta dei prezzi, mantiene una quotazione di tutto rispetto. E’ un apparato del 1933 e, pur nella sua particolarità, è la copia pressoché fedele di un suo predecessore: il modello 200 della American Bosch. Ad onor del vero la nostra fabbrica ci ha messo del suo e, senza entrare troppo nel merito, rimodulato completamente lo schema elettrico rendendolo molto più alla portata di tutti per funzionalità e qualità di ascolto.
Radiomarelli, nei primi anni ’30, ha prodotto vari modelli su licenza della suddetta fabbrica americana. Tra questi vi è proprio lo Scrigno. Ma proviamo a scendere nei dettagli. Appare come un vero e proprio cofanetto dalle dimensioni ragguardevoli: cm 41, 25 e 26, rispettivamente per larghezza, altezza e profondità. Pesava ben 13 chilogrammi. E’ rivestito con impiallacciatura di legno pregiato: “piuma” di noce o mogano. La sua linea è particolarmente semplice e, di primo acchito, non lascia in alcun modo presagire la sua vera funzionalità. Ma basta aprire il coperchio per trovarsi davanti una griglia traforata e due eleganti manopole per la regolazione del volume e della sintonia. L’accensione è direttamente collegata al coperchio: alzandosi si accende la radio, chiudendolo si spegne.
Nel 1933, la Radiomarelli, ha presentato lo Scrigno alla XIV Fiera Campionaria di Milano, insieme ad altri interessanti modelli. Sebbene il modello non fosse propriamente originale nelle sue particolarità si intravedeva il gusto tipicamente italiano. Un particolare tra tutti: il pannello dei comandi caratterizzato da un elaborato traforo «guarnito da un damasco di seta»
Il Radiocorriere numero 12 del marzo 1933 dedicherà ben due pagine al modello della Radiomarelli che si presentava al pubblico con un costo di 1.200 lire.
Nel periodo del suo esordio è stato promosso da interessanti ed accattivanti locandine pubblicitarie.
Umberto Alunni




