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26 Febbraio 2026Sono passati diversi mesi dall’inaugurazione del raddoppio ferroviario Pistoia–Montecatini Terme, avvenuta lo scorso settembre. L’opera, attesa da anni, avrebbe dovuto migliorare puntualità ed efficienza per i pendolari della Valdinievole e del Pistoiese. Per valutarne gli effetti reali abbiamo atteso che il sistema si stabilizzasse, tenendo conto dei nuovi orari, dei tempi di percorrenza leggermente più lunghi e dell’aumento dei treni sulla tratta.
La realtà, però, è ben diversa dagli annunci. Pur non disponendo di dati completi sul periodo precedente al raddoppio, abbiamo monitorato l’intero mese di gennaio 2026 e il quadro che emerge è tutt’altro che positivo. Sulla Firenze–Viareggio erano programmati circa 3.300 treni: 170 sono stati soppressi e circa 300 sono arrivati con oltre 5 minuti di ritardo, senza considerare i ritardi inferiori ai 5 minuti che le Ferrovie non classificano come tali. A questo si aggiunge un dato spesso trascurato: circa 750 treni sono partiti con oltre 3 minuti di ritardo. L’insieme di questi elementi – ritardi in arrivo, ritardi in partenza e soppressioni – evidenzia un sistema che fatica a reggere la domanda quotidiana e genera disservizi e malumore tra i pendolari.
Le cause principali dei disservizi risultano imputabili soprattutto alla rete (RFI), mentre Trenitalia incide in misura minore. Sommando ritardi significativi e soppressioni si arriva a circa 470 treni non regolari: in pratica, un treno ogni sette treni fa molto ritardo oppure viene cancellato. La puntualità reale si ferma all’85,8%, con una non puntualità del 14,2%.
Le cronache locali confermano le difficoltà: un guasto tra Firenze Rifredi e Sesto Fiorentino ha provocato cancellazioni e rallentamenti verso Pistoia, Lucca e Viareggio; malfunzionamenti ai passaggi a livello tra Montale e Pistoia hanno generato ritardi superiori ai 20 minuti; lavori straordinari sulla Firenze–Viareggio hanno comportato ulteriori soppressioni e sostituzioni con autobus.
Negli ultimi anni, all’interno del Gruppo Ferrovie dello Stato, sono stati nominati numerosi dirigenti e quadri intermedi provenienti dall’esterno, spesso in posizioni operative e scelti dal Governo pur senza una conoscenza approfondita del sistema ferroviario. Questo elemento, sommato alla fragilità strutturale della rete, alle partenze ritardate e ai problemi del materiale rotabile, non consente ai cittadini di percepire un servizio all’altezza delle loro esigenze.
Gli investimenti realizzati finora sono importanti, ma non sufficienti: occorre accelerare l’eliminazione di tutti i passaggi a livello ancora presenti fino a Lucca e completare il raddoppio verso Lucca, superando le criticità territoriali attraverso una regia più forte, incisiva e autorevole da parte della Regione Toscana.
Stefano Boni
Dipartimento Trasporti e Infrastrutture cisl




