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21 Febbraio 2026Quello che scrivi … ce lo devi avere in testa, lasciamoci entusiasmare.
Incontro con lo scrittore Carlo Lucarelli.
Viareggio 14 Febbraio
A Viareggio nella raffinata ed elegante Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani, per la rassegna Esplorazioni Cromatiche, Incontri con l’Autore, curate dallo scrittore e giornalista viareggino Giampaolo Simi, il famoso giallista, sceneggiatore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli intervistato da Simi, parla ad un pubblico numeroso e curioso della storia del genere giallo italiano e del suo ultimo romanzo Almeno Tu edito da Einaudi.
Nella prima parte dell’intervista, i due scrittori si sono soffermati sull’editoria e sul difficile decollo che questo genere ha avuto soprattutto in Italia.
‘Nei famosi ed eroici anni ‘90 – dice Lucarelli – noi giallisti andavamo ovunque a parlare e presentare, il pubblico era scarsissimo, a volte assente ma noi abbiamo perseverato, siamo cresciuti e i critici hanno capito’. Simi ricorda i famosi editori Luigi Bernardi e Elvira Sellerio, fondamentali per il genere, acuti nel complesso panorama dei libri e soprattutto perspicaci nella ricerca di nuovi talenti. Come ricorda Lucarelli, il giallo prima era solo Mondadori e Bernardi è stato lungimirante, oltre ad avere pubblicato i francesi, i nordici prima che diventassero di moda, ‘ci ha aiutato, ha creduto in noi, e pubblicato i romanzi con Coliandro, l’ispettore della questura di Bologna, sbadato e scorretto ma con un intuito strepitoso; Bernardi aveva capito che quei romanzi erano noir metropolitano. In quegli anni, non riuscivo a pubblicare, allora spedivo sempre a tre editori, poi aspettavo un po’ e spedivo ad altri tre editori, così quando arrivava la risposta negativa dei primi tre, stavo già aspettando la risposta degli altri tre. Un giorno Elvira Sellerio al telefono – telefoni quelli che stavano nei corridoi delle case – mi chiamò e disse: Io pubblico il tuo romanzo; non riuscivo a crederci, pensavo fosse uno scherzo di un amico; lei era una elegante e brillante signora e da tanto che mi piaceva parlare con lei, non riuscivo ad affrontare il fattore economico!’.

Viareggio-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani, incontro con Carlo Lucarelli
Simi ricorda che Coliandro era un personaggio nuovo duro, impulsivo, atipico, rappresentava il nuovo giallo metropolitano con un forte tessuto criminale ma, chiede a Lucarelli: ‘forse non era nelle tue intenzioni tutto questo, quando è partito il primo romanzo di questo poliziotto goffo ma simpatico’. Lucarelli racconta che nella sua mente c’era l’idea di scrivere un romanzo contemporaneo; il Gruppo 13, di cui lui stesso faceva parte con Loriano Macchiavelli, lavorava per promuovere il genere giallo e ha pubblicato un’antologia di giallisti; erano gli anni fine ‘80 ‘90, Lucarelli frequentava le questure e con la banda della uno bianca, Bologna comincia a diventare una città pericolosa. Allora lo scrittore ha cominciato ad analizzare la cronaca nera, voleva creare un cattivo, nasce Coliandro che è razzista, maschilista ma viene bastonato, è scorretto, sfigato, è un simpatico perdente.
Alla domanda di Simi: quando si scrive, nel complesso panorama editoriale, come si fa a non scegliere la strada più comoda? Risponde Carlo: ‘se volevo fare soldi seguivo il mercato, non bisogna seguire le richieste commerciali, né il personaggio creato nei precedenti romanzi, bisogna anche saper cambiare ma soprattutto bisogna lasciarsi entusiasmare, ce lo devi avere in testa’.
Nella seconda parte, si analizza l’ultimo romanzo di Lucarelli Almeno Tu; dice Simi che il romanzo si allontana in parte dal genere giallo, si basa su vendetta e dolore, non c’è l’investigatore ma un padre sconvolto dalla morte della figlia; un genitore cerca di capire le cause del drammatico incidente che gli ha portato via la figlia, vuole conoscere, comincia a investigare; ricorda il film Un borghese piccolo, piccolo o il romanzo di Carlotto L’oscura immensità della morte. Carlo afferma che aveva voglia di scrivere una cosa che desse fastidio a tutti e suscita l’ilarità del pubblico, raccontando di una signora che gli ha detto arrabbiata a una presentazione: mi è piaciuto molto ma … si può scrivere una cosa cosi!. Viene citata la famosa serie Adolescence che tratta di adolescenti lontani dai genitori, Lucarelli, anche lui padre, si confessa al pubblico: ‘ il tema mi fa piangere, la riguardo, devi andare nella grotta del dolore per rivivere il dolore, come dicono gli psicologi. Volevo un personaggio che avesse cose mie, le paure dei genitori, un padre con tutte le sue insicurezze, nella storia c’è un campanello che suona nella notte, una figlia che non si conosce; poi c’è un sogno con … devi ammazzarli tutti, tutti chi? Poi il romanzo cambia, diventa più cattivo, non è appagante, ho rotto delle barriere sulla cattiveria, sono arrivato dove non pensavo’.
Simi ricorda che secondo le statistiche, in Italia gli omicidi oggi sono nettamente diminuiti rispetto agli anni ‘90, allora non stiamo forse esagerando con la cronaca nera?. Risponde Lucarelli che gli omicidi sono calati e inoltre aumentano i casi risolti, solo il numero di femminicidi è rimasto uguale; ‘abbiamo una percezione diversa della realtà, forse è colpa di noi scrittori di gialli, noi abbiamo creato il ritmo serrato e la suspense, la realtà è molto più lenta; inoltre le trasmissioni affrontano e analizzano solo i casi irrisolti, quelli risolti non interessano, allora lo spettatore pensa che gli assassini non vengano mai arrestati’.
Un pubblico numeroso e caloroso ringrazia e manifesta esplicitamente l’entusiasmo per le acute osservazioni del celeberrimo giallista.
Gli incontri continueranno con Dario Ferrari che sabato 21 Febbraio alle ore 11 presenterà la sua ultima fatica L’idiota di famiglia.
Simona Priami




