
La Befana dei Vigili del Fuoco: un grande evento per Pistoia il 6 gennaio
5 Gennaio 2026
HARRY’S MAGIC SYMPHONY, un viaggio in musica attraverso le colonne sonore di HARRY POTTER
7 Gennaio 2026Il presepe in arte allestito sulle finestre del Seminario vescovile di San Miniato torna anche quest’anno a raccontare molto più della Natività. È diventato ormai un appuntamento atteso, un calendario dell’Avvento che si è svelato giorno dopo giorno fino alla vigilia di Natale, trasformando la facciata storica dell’edificio in un grande racconto visivo. Ogni finestra ospita un quadro, e ogni quadro aggiunge un tassello a un percorso che intreccia tradizione, memoria e un messaggio quanto mai urgente: la pace.
Accanto ai personaggi classici del presepe, gli artisti dell’Unione Cattolica Artisti Italiani di San Miniato hanno scelto di proporre un itinerario che attraversa i secoli e mostra come la pace sia stata, e continui a essere, un’opera costruita con fatica, intelligenza e coraggio. Il viaggio parte dal Medioevo, quando la Toscana fu teatro di conflitti ma anche di straordinari tentativi di riconciliazione. Rivivono così la pace di Montaperti, firmata a Castelfiorentino e ricordata da Dante, la pace di Montopoli, e l’episodio prodigioso del Crocifisso di Castelvecchio che, secondo la tradizione, pose fine alle ostilità tra Pisa e Firenze in piazza dei Miracoli. Il percorso arriva poi alla pace di Lodi, voluta da Francesco Sforza, che aprì la strada alla stagione luminosa del Rinascimento fiorentino, dimostrando come la stabilità politica sia condizione essenziale per la fioritura culturale.
Ma il presepe non si ferma alla storia. Sulle finestre del Seminario compaiono anche i volti di testimoni contemporanei che hanno incarnato la pace come scelta di vita e responsabilità personale. Giorgio La Pira, con la sua instancabile opera di dialogo tra popoli e religioni; Giovanni XXIII, autore della Pacem in Terris, ancora oggi una delle riflessioni più alte sul tema; fra’ Bellarmino Bagatti, il larigiano archeologo di Terra Santa che ha dedicato la vita alla ricerca e al confronto; don Divo Barsotti, voce profetica di spiritualità e riconciliazione; e il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, testimone diretto delle tensioni e delle speranze del Medio Oriente. Sono figure che parlano al presente e ricordano che la pace non è un’eredità garantita, ma un compito quotidiano.
Le opere sono state realizzate da un gruppo di artisti che, con sensibilità diverse, hanno saputo tradurre in immagini un messaggio che unisce fede, storia e impegno civile: Alma Francesca, Gerardina Zaccagnino, Claudio Occhipinti, Lory Bagnoli, Rosanna Costa, Sandro Caioli, Vilma Checchi, Simonetta Fontani, Silvana Fedi, Lorenzo Terreni, Alban Met-Hasani, Paolo Tinghi, Piero Santi e Sauro Mori. «Coniugare arte, fede e tradizione con un messaggio di pace che nasce dal quotidiano – spiega Fabrizio Mandorlini, presidente di Ucai San Miniato – significa ricordare che ognuno di noi può contribuire a un mondo migliore. E questo crea anche un valore turistico e culturale per chi visita la città».
L’iniziativa, giunta all’undicesima edizione, è inserita nel calendario della Festa della Toscana 2025, dedicata proprio al tema della pace, e fa parte del circuito Terre di Presepi, la rete presepiale più lunga d’Italia che coinvolge 107 paesi e borghi toscani. Un riconoscimento che conferma la capacità di San Miniato di unire tradizione, creatività e impegno civile.
Il presepe è stato inaugurato il 24 dicembre dal vescovo Giovanni Paccosi e rimarrà visibile fino al 18 gennaio, offrendo a cittadini e visitatori un’occasione di riflessione mentre attraversano la piazza. In un tempo segnato da conflitti e incertezze, queste finestre illuminate ricordano che la pace non è un sogno lontano, ma un cammino che inizia da gesti semplici, da storie che ci appartengono, da volti che continuano a parlarci. Anche un presepe, quando diventa arte e memoria, può trasformarsi in un messaggio potente per il nostro presente.
Michele Fiaschi




