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13 Novembre 2025Per il terzo appuntamento della Stagione di Prosa 2025/26 dei Teatri di Pistoia curata da Saverio Barsanti, il palcoscenico del Teatro Manzoni ospita, in prima regionale, sabato 15 (ore 20.45) e domenica 16 novembre (ore 16), un protagonista assoluto della scena teatrale: Umberto Orsini in “Prima del temporale”, diretto da Massimo Popolizio. Con lui, in scena, Flavio Francucci e Diamara Ferrero. Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Orsini, si avvale delle scene di Marco Rossi e Francesca Sgariboldi, dei costumi firmati da Gianluca Sbicca e dei video di Lorenzo Letizia; luci e suono sono curati, rispettivamente da Carlo Pediani e Alessandro Saviozzi.
Il pubblico del Teatro Manzoni torna così ad applaudire con questo lavoro – festeggiatissimo al suo debutto al Festival di Spoleto la scorsa estate – uno dei massimi artisti del Teatro italiano, Umberto Orsini, tante volte presente nelle passate stagioni sul palcoscenico della sala pistoiese con lavori rimasti impressi nella memoria; tra i più recenti, citiamo Il giuoco delle parti, Il prezzo, Il Costruttore Solness, I ragazzi irresistibili.
Con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni un vecchio attore, nella mezz’ora che lo separa dall’entrare in scena per recitare da protagonista nel “Temporale” di Strindberg, si ritrova a rivivere in un tempo senza fine alcuni momenti della propria vita. La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando fuori dal suo camerino diventa il pretesto e l’invito a volte spensierato e a volte commosso ad aggirarsi e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato in un mescolarsi senza logica temporale dove un suono ne evoca un altro una risata riporta ad un momento di gioia un lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo.
Massimo Popolizio ha voluto aggirarsi intorno alla figura dell’attore con la delicatezza con cui si cerca di svelare dei segreti che vogliono comunque restare misteriosi e offrire un ritratto di artista che si stacchi da ogni intento celebrativo. In una scenografia di forte impatto evocativo dove il suono e le immagini creano un dialogo immaginario col protagonista si assiste al lungo viaggio verso quel “Temporale” che viene vissuto come un’ultima meta non ancora raggiunta ma appena rimandata. Orsini si lascia guidare da Popolizio con la fiducia del vecchio attore che affida alla discrezione del più giovane il compito di raccontare frammenti della sua vita e la storia del nostro paese dal dopoguerra ad oggi.”
Bruno Grillo per Arteventnews.it




