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13 Ottobre 2025A volte la ricerca “eccentrica” di novità e nuovi modelli di radio porta a soluzioni che, probabilmente, non trovano unanimi consensi.
Nel corso degli anni le varie sperimentazioni si sono opportunamente ed ovviamente allontanate dagli ordinari stereotipi, che hanno visto nei primi anni della radio mobili di vario tipo con valvole esterne. A seguire tutto è reintrato nel mobile e le radio si sono posizionate verticalmente. Poi sono diventate orizzontali, fino a diventare sempre più piccole e così via.
La radio che si propone non ha nome e, per le sue fattezze, non può che essere stata figlia di una robusta e coraggiosa ricerca. Salvo smentita non è entrata in produzione e, nella remota eventualità che ci fosse qualcuno disposto ad innamorarsene, potrà solamente provare a ricostruirla.
Dal mio esordio trasuda la malcelata sensazione di non apprezzamento per questo modello. Lo confermo e proviamo insieme a comprenderne il motivo.
Siamo negli anni quaranta. Il contenitore ha una forma rettangolare ma con curve ai due lati. Scomponendolo avremo un semicerchio, un rettangolo ed un semicerchio a chiusura. Fino a qui niente di particolare. Ci sono molte radio che hanno utilizzato questa soluzione. Cito per tutte la fabbrica Minerva, coeva, e la Bertoncini poi, negli anni cinquanta, in particolare con il modello Toti. L’altoparlante è dietro una tela chiara, valorizzata da inserti in legno. La radio poggia su una base che la rende decisamente più importante. Quattro manopole denotano una buona ed adeguata ripartizione dei comandi. Sotto un profilo ebanistico sembra tutto a posto. E la scala parlante? E qui viene il bello. Sembra poggiata sul davanti con la parte superiore che deborda dal contenitore della radio. Il display non è molto grande. Purtroppo le cornici laterali, di sinistra e destra, sono molto ingombranti ed occupano lo spazio dello stesso display. Trascendendo dalle proporzioni tra display e cornici, la scala in senso lato sembra emulare quelle della magnadyne, in particolare l’SV46. Lo sguardo d’insieme restituisce una sensazione di messa insieme casuale. Insomma, una radio Frankstein a mio personale avviso, senza anima, senza personalità e di discutibile gradevolezza. Verosimilmente la sua “non armonia” potrebbe essere la responsabile del suo status, non più evoluto, di sperimentazione.
Umberto Alunni




