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10 Agosto 2025
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12 Agosto 2025In un tempo in cui l’eco delle guerre ci raggiunge ogni giorno, mentre i diritti umani vengono sfidati da nuove repressioni e vecchie ferite, arriva un segnale tanto silenzioso quanto potente: un francobollo. L’5 settembre 2025, La Poste emetterà un “francobollo di servizio” del Consiglio d’Europa, in occasione del 75° anniversario della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Un valore da € 2,10, stampato in 80.000 copie, che però porta con sé una storia gigantesca.
Quella della Convenzione comincia nel 1950, in un’Europa ancora segnata dalle cicatrici della Seconda Guerra Mondiale. Allora, i Paesi del continente decisero di non voltarsi dall’altra parte. Con il sostegno del neonato Consiglio d’Europa, diedero vita a un trattato che oggi tutela oltre 700 milioni di persone. Non si tratta di un semplice manifesto di buoni intenti. È un documento giuridicamente vincolante, applicato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo. E ciò che è straordinario è che ogni cittadino ha il diritto di rivolgersi direttamente alla Corte, se crede che i suoi diritti siano stati violati.
Parliamo di diritti essenziali: alla vita, alla sicurezza, alla libertà di espressione e di pensiero, al rispetto della vita privata, a un giusto processo, al voto. E nel contempo parliamo di divieti assoluti: nessuna tortura, nessuna schiavitù, niente discriminazioni né pene di morte. Sono più di 22.000 le decisioni emesse dalla Corte dalla sua istituzione. Dietro ogni sentenza, una storia vera. Una persona. Una ferita che spesso trova finalmente voce.
In questa cornice, il francobollo commemorativo è un gesto di memoria attiva. Ideato dal Consiglio d’Europa e realizzato da Aurélie Baras, misura 40,85 × 30 mm ed è stampato in offset su fogli da 15 esemplari. Il valore del francobollo , corrisponde alla tariffa per lettera internazionale. La vignetta contiene la bandiera europea stilizzata, accompagnata dalla scritta in maiuscolo, disposte su righe “CONVETION EUROPEENE DEL DROITS DE L’HOMME 1950 – 2025” e numero “75” messo in evidenza a destra con caratteri più grandi.
Il valore non si limita ad affrancare la corrispondenza in partenza dall’ufficio postale del Consiglio d’Europa, porta un messaggio potente. Quel messaggio dice che l’Europa, pur con le sue complessità, ha scelto di difendere ciò che è più fragile e più prezioso: i diritti umani.
E allora, nel mezzo del rumore globale, questo francobollo diventa una voce discreta ma ferma. Ricorda che la giustizia non è una parola astratta, ma qualcosa che può entrare nelle leggi, cambiare vite, attraversare confini. E se anche solo una persona lo noterà e si chiederà cosa significhi, avrà già compiuto la sua missione: far riflettere su ciò che ci rende umani.
Michele Fiaschi




