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4 Agosto 2025Nella rivista “ Scienza e Vita “ dell’aprile 1949 è apparsa una curiosa notizia preceduta da un accattivante slogan: “de la musique avant toute chose ..”. Si stava parlando dell’ascolto radiofonico a letto, senza disturbare altre persone presenti nella stanza. Era l’ascolto ideale per camere d’ospedale o altri luoghi per comunità.
A dire il vero la notizia non appariva troppo originale perché qualche anno fa, sempre su questa testata, mi sono occupato proprio di un argomento simile con un breve articolo ( in merito vedasi https://arteventinews.it/2019/07/05/il-radio-cuscino/ ). Venti anni prima, in Europa, si era commercializzato qualcosa di simile ma molto meno efficace e sicuramente più ingombrante. Tornando al 1949, si stava parlando di un piccolo altoparlante metallico, delle dimensioni di un orologio da tasca. Era prodotto dalla Telex Inc. di Minneapolis. L’apparecchietto, collegato ad una radio posta nelle vicinanze, veniva messo sotto il guanciale procurando audizioni di alta qualità musicale, paragonabile a quella dei migliori diffusori normali.
Comprendeva un diaframma d’acciaio speciale protetto dalla corrosione con un rivestimento in rame – nichel e sigillato ermeticamente sul supporto. L’apparecchio poteva anche essere sterilizzato immergendolo nell’alcool, quando lo stesso fosse stato usato negli alberghi o ospedali.
Insomma, una tecnologia al servizio di un ascolto intimo, al netto di disturbi periferici, con la garanzia della migliore igiene possibile.
Ancora una volta, tuttavia, mi corre l’obbligo di evidenziare che, a fronte di un iniziale interesse e sensazionalismo espresso dall’articolo di presentazione, non ho avuto modo di incrociare successive pubblicità, note e attività divulgativo promozionali che lasciassero presagire il successo dell’invenzione. Un flop o una partenza col turbo? Difficile esprimersi.
Umberto Alunni




