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30 Luglio 2025Pisa, il 12 Luglio il famoso autore internazionale di best seller Jeffery Deaver ha presentato il suo nuovo libro, un thriller dal ritmo incalzante Più in là del nulla, dialogando con Chiara Cini famosa giornalista e scrittrice, il romanzo propone come protagonista Colter Shaw cacciatore di taglie e investigatore privato, personaggio acuto e intuitivo ora anche protagonista della serie tv più vista negli Stati Uniti. Tra i romanzi più celebri della prolifica penna di Deaver ricordiamo Il collezionista di Ossa del 2002 da cui è stato tratto il film omonimo a tutti noto; attualmente scrive per dieci ore al giorno e gestisce una scuola di scrittura.
Deaver ama l’Italia, è la prima volta a Pisa ma non sarà l’ultima, descrive l’attività di scrittore, “chi vuol fare questo lavoro deve prima vivere, conoscere il mondo e le persone, io sono stato giornalista – afferma – e dal giornalismo ho imparato a essere conciso nei dettagli, poi sono stato avvocato; quando scrivo utilizzo post che attacco in bacheca, capisco se c’è l’idea della storia poi decido di procedere oppure no e … fissate sempre i vostri post con puntine, perché una volta mi sono caduti a causa del caldo!”
Chiara curiosa chiede: “Come nasce un personaggio?”
Jeffery cita Sergio Leone, l’eroe a cavallo che arriva nel paese uccide il cattivo e se ne va, poi Montalbano e Agatha Christie; “invito i miei studenti a creare personaggi che durino nel tempo”, afferma.
Alla domanda: “Quanto è importante conoscere il luogo dove si svolge il romanzo?”
Deaver risponde: “quando si scrive il posto deve essere vero, lo conosco o faccio ricerche approfondite, molto importante, il lettore si deve appassionare. Le tematiche dei miei libri sono credibili, legate al nostro mondo, dobbiamo stare attenti all’ambiente, al cambiamento climatico, combatterlo”. Deaver definisce le sue opere molto vicine alla geopolitica che è un filone importante delle sue storie, i suoi romanzi possono analizzare elementi importanti della società come corruzione, avidità, i suoi Crime non insegnano ma arricchiscono e intrattengono il pubblico. Qual è il segreto allora del grande scrittore, come riesce Jeffery Deaver a tenere i suoi lettori incollati alla pagina? Una parola chiave – secondo lui – è conflitto, non importa avere un linguaggio troppo letterario ma fondamentale è la domanda: “E adesso cosa succederà?” Questo porta a leggere i libri di Deaver tutto d’un fiato! Inoltre afferma: “sono come un ingegnere, preciso e razionale, poi però vengono fuori cose anche dall’inconscio.”
Ogni suo romanzo infatti è costruito con progettazione rigorosa ciò ha come obiettivo un ritmo narrativo sempre più incalzante. Ricordiamo inoltre che ogni capitolo è costruito con l’intento di catturare l’attenzione, ogni episodio suscita l’intento di andare avanti. Sulle numerose trasposizioni cinematografiche e televisive delle sue opere, lo scrittore ricorda che non ha mai partecipato alla produzione perché sono lavori di gruppo, io scrivo da solo. Attento alla storia e alle problematiche sociali del suo paese, Deaver ricorda come sono stati trattati male i nativi americani dal governo americano, inoltre dichiara di star lavorando a una raccolta di racconti e alla domanda conclusiva di questo emozionante incontro, cosa consigli di leggere oggi? risponde: “Un libro che forse non è stato ancora tradotto in italiano, dal titolo La morte della democrazia”. Nella accaldata sala della Stazione Leopolda, un pubblico partecipe applaude il maestro del thriller americano.
Simona Priami




