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19 Luglio 2025Dalle Isole Faroe a Ischia, passando per Scandicci: “Il Mare Breve”, la storia silenziosa di un guardiano e del suo faro
C’è un regista di Scandicci che ha scelto di raccontare il silenzio. Non un silenzio qualunque, ma quello che vive tra le scogliere, il vento del Nord e la luce intermittente di un faro in mezzo all’Oceano. Si chiama Matteo Gamannossi, ha poco più di vent’anni, e insieme al collega Riccardo Cocumarolo ha firmato Il Mare Breve (A Short Sea), cortometraggio girato interamente alle Isole Faroe e presentato in anteprima mondiale sabato 28 giugno 2025 all’Ischia Film Festival, in uno dei luoghi più magici del Mediterraneo: il Castello Aragonese.
Il film è nato all’interno del IULMovie LAB, un laboratorio creativo promosso dall’Università IULM di Milano, che ogni anno lancia ai suoi studenti una sfida tematica. Il tema del 2024 era “Avventura” – ma qui l’avventura non è fatta di corse, esplorazioni o inseguimenti. È un’avventura interiore. Quella di Hans Petur, ultimo guardiano del faro di Akraberg, il punto più a sud delle Faroe, dove la terra finisce e l’oceano prende tutto il resto.
Il Mare Breve racconta l’ultima notte di lavoro di Hans, che si avvicina alla pensione ma scopre di non volerla davvero. Non per paura del cambiamento, ma per qualcosa di più sottile: forse ha trovato, tra quelle rocce e quel mare, il suo equilibrio perfetto. O forse, semplicemente, non riesce a lasciare quel posto dove ha aspettato “navi che non sono mai arrivate”.
Il cortometraggio è stato girato in lingua faroese, in collaborazione con l’ente turistico Visit Faroe, che ha supportato il progetto anche logisticamente. Le riprese sono state condotte in luoghi difficili da raggiungere, immersi nella nebbia e nel vento, dove ogni inquadratura è un frammento di mondo ai margini della civiltà. La fotografia è firmata da Giuseppe Campo, e punta a restituire proprio questo: il dialogo tra l’uomo e lo spazio che lo circonda, tra l’attesa e il tempo che scorre.
Matteo Gamannossi, originario di Scandicci, arriva a questo progetto dopo un percorso accademico e creativo sviluppato tra Firenze e Milano. È uno di quei giovani autori che credono nel cinema come forma di ricerca, non solo visiva ma anche emotiva. Il Mare Breve nasce da questa tensione: il desiderio di raccontare storie minime, personali, nascoste, che spesso vengono dimenticate solo perché lontane. In un post sui social, Gamannossi ha descritto così il film: “Una storia di solitudine, di malinconia e di una vita passata ai limiti del mondo, in attesa di navi che non sono mai arrivate. Una storia che meritava di essere raccontata”.
E così è stato. Il cortometraggio è stato proiettato il 28 giugno, nella Piazza d’Armi del Castello Aragonese, uno dei cuori pulsanti dell’Ischia Film Festival. Il festival, da anni, premia le opere che fanno del “luogo” un elemento fondamentale della narrazione, ed è proprio ciò che accade con Il Mare Breve: il paesaggio non è sfondo, è protagonista.
Per ora il film è stato mostrato solo in questa occasione speciale, ma è probabile che inizierà un percorso festivaliero anche in altre sedi, portando con sé quella luce intermittente del faro di Akraberg, e quella voce silenziosa che parla di fine, di attesa e di permanenza.
Il cinema italiano e toscano ha bisogno anche di questo: di giovani registi che guardano lontano non per fuggire, ma per capire meglio cosa significa restare.
Pietro Calamai




