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14 Luglio 2025La diffusione di un oggetto centra l’obiettivo quando, oltre ad essere utilizzato per il suo vero scopo, estende la portata fino a contaminare e qualificare altri mondi. Nel caso della radio è diventata sveglia, accessorio del giradischi, fedele compagna in auto, in bici e così via. La sua diffusione ed utilizzo è stato talmente significativo al punto che, dopo oltre 120 anni di vita, continua a riservarci sorprese e i collezionisti più curiosi si trovano, ancora, a dover dare delle spiegazioni sulla finalità di alcuni oggetti meno noti.
Tra i tanti segnalo una radio con la forma di Napoleone. Si, proprio così, sto parlando di un bambolotto alto poco meno di mezzo metro, in plastica con i vestiti in tessuto pregiato, stivali e tanto di cappello. Non è un bambolotto qualsiasi, ha le sembianze di Napoleone. Poggia su un supporto che gli consente di stare in posizione eretta. Pur in assenza di istruzioni è facile accenderlo: sulla schiena il classico impermeabile dell’imperatore ha un buco visibile dal quale fuoriesce una piccola manopola che accende la radio e ne regola il volume. Fin qui tutto bene. Ma che dire della sintonia? Di primo acchito non si scorge nulla che possa essere di supporto. Le uniche parti che si muovono, e potrebbero essere funzionali in tal senso, sono le due braccia. Infatti, spostando dall’alto in basso il braccio sinistro è possibile ricercare le stazioni sulla gamma delle onde medie.
La radio è stata esposta in occasione della mostra a Rieti – 100-anni-vicini-e-lontani/ , nel periodo ottobre 2024 – gennaio 2025, ed ha destato notevole curiosità. E’ stata prestata da un importante ed autorevole collezionista che ha svelato la sua origine. E’ una radio francese, prodotta negli anni sessanta. Veniva regalata come gadget ai clienti più affezionati della AXA, importante società di assicurazioni francese. Per la sua preziosità non era un semplice gadget, più che altro poteva configurarsi come una definizione di status.
Unica nota : il bambolotto ha uno sguardo inquietante e, a mio avviso, risente più dell’anima di Napoleone che non di quella della radio.
Umberto Alunni




