
Football americano, notte gigliata in Ohio: vincitori e premio sono fiorentini
1 Luglio 2025
FACCIAMOLO STRANO – GRAMMOFONI IN MINIATURA
1 Luglio 2025Una città (e L’Aquila). 1976 (e 2002). Pietro e Massimo Sini sono due fratelli di dieci e tredici anni, famiglia facoltosa, villa con piscina, campo da tennis, privilegi e videogiochi, governante e giardiniere, casa al mare in Liguria. Il 12 ottobre la polizia arresta il padre, pare possa essere lui “il mostro delle Cinque Terre”. Il processo inizia a dicembre, la sentenza arriva a maggio, colpevole. Si trasferiscono a Milano. Ritroviamo i fratelli circa 25 anni dopo in Abruzzo, Pietro è diventato cronista di nera, Massimo commissario. Un serial killer sta firmando delitti di giovane donne, in giro c’è del “Sangue marcio”. L’esordio letterario del grande Antonio Manzini (Roma, 1964), quando faceva l’attore e aveva il manoscritto di un monologo teatrale, fu merito di due amici, Niccolò Ammaniti e Martina Donati. Nella meritevole e impedibile ripubblicazione non ha cambiato una parola, neanche la dedica a Toni: “nonostante siamo su strade senza indicazioni, lei sa sempre dove girare”.
Sangue marcio
Antonio Manzini
Noir
Piemme
2025 (1° edizione Fazi 2005)
Pag. 223
Recensione di Valerio Calzolaio




