
La morte non paga doppio di Bruno Morchio in una recensione di Valerio Calzolaio
30 Giugno 2025
Football americano, notte gigliata in Ohio: vincitori e premio sono fiorentini
1 Luglio 2025L’ecomuseo della Montagna Pistoiese non è solo un luogo in cui si conserva il patrimonio culturale appartenente alla storia dei nostri luoghi, bensì vuol presentarsi come un polo dinamico, portavoce dei valori della nostra terra, in grado non solo di attirare turisti, ma anche di coinvolgere la comunità stessa che rappresenta. Come ci dice Lorenzo Vagaggini, presidente dell’Ecomuseo, questo non è altro che un “luogo intorno al villaggio”, che fa capo ad una comunità e a cui questa può farne capo per legarsi ancor di più attraverso iniziative nuove e sempre più coinvolgenti. È il caso di citare proprio “l’Ecomuseo fa ciack!” che questa domenica 29 giugno ha visto la luce nella sua seconda edizione, sequel fortunato di una già prima edizione di successo. Quest’anno infatti , come hanno spiegato Michele Pagliai e Biancalisa Nannini in una piccola introduzione prima della proiezione, un gruppo di circa 15 persone ha collaborato alla realizzazione di quattro cortometraggi (rispetto al singolo lavoro corale presentato nella prima edizione) il cui tema era il libero arbitrio, concedendo dunque carta bianca ai vari gruppi nella scelta della trama e nella realizzazione delle opere. Il lavoro, sia per gli attori che per gli scenografi, registi o addetti al montaggio video, non è stato sicuramente semplice, ma il risultato ha sicuramente ricompensato gli sforzi poiché, agli occhi di chi ha potuto ammirare i cortometraggi nella loro veste definitiva (senza aver preso parte alla realizzazione, quindi come semplice spettatore davanti ad uno schermo), sono giunte immagini che rappresentano tematiche disparate (talvolta ironiche, talaltre più serie o riflessive) rese vive da una eccellente abilità recitativa degli attori e dalla grande cura nei dettagli delle scenografie, in grado di strapparci una risata o anche, per i più emotivi, una lacrimuccia. A convalidare la riuscita del progetto è stata proprio la reazione degli spettatori, tra i quali si trovavano anche molti degli attori, che commentavano con vivace entusiasmo le varie scene, ricordandosi degli errori fatti durante le prove, oppure facendo domande l’un l’altro sulle modalità di realizzazione di una data scena o ancora chiedendo il come o il perché della scelta di un dato luogo, spesso facente parte dell’ecomuseo e dunque messo a loro completa disposizione. Constatando dunque che un progetto come questo ha contribuito ad avvicinare molte persone della nostra montagna e non, contribuendo quindi a far nuovamente valere il senso di unione caratteristico della nostra comunità, ci auguriamo che questi cortometraggi potranno essere nuovamente proiettati nei mesi prossimi e che l’anno venturo un nuovo cast possa dar vita ad un nuovo successo come quello di questa ultima edizione.
Francesco Frosini




