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11 Giugno 2025OGGI, Mercoledì 11 giugno alle ore 17,00 ci sarà l’ interessante incontro letterario con la scrittrice Rossella Martina, che presenta la sua ultima opera: “Gli ultimi giorni di Puccini” (per DREAMbook Edizioni). L’incontro si svolgerà presso il Salone Portoghesi dello Stabilimento termale Tettuccio di Montecatini Terme (PT), a cura della rassegna letteraria ‘Acqua in bocca, ma non troppo’, giunta quest’anno alla sua VIII edizione, modera la giornalista e direttrice artistica della rassegna Simona Peselli.
Turandot, la Principessa di Gelo, perseguita, letteralmente, “anima e corpo”, Giacomo Puccini a partire dal 1920 e fino alla morte nel 1924. È come se l’ombra di Turandot e quella della Morte si sovrapponessero turbando profondamente il compositore e impedendogli di completare l’opera, di darle un “lieto fine”. Nella prima parte del libro Rossella Martina segue il Maestro negli anni che dedica a questa sua ultima opera: Puccini sente, presagisce quest’ombra oscura proiettata da Turandot, ben prima che la malattia, il cancro alla gola, si manifesti. Le lettere scambiate con i suoi librettisti, Adami e Simoni, testimoniano la sua ricerca incessante, l’insoddisfazione, il dolore, la resa, la tristezza di questo periodo. Nella seconda parte del libro l’autrice racconta giorno per giorno gli ultimi due mesi della vita di Puccini, la scoperta della malattia, le visite dagli specialisti, la scelta di andare a Bruxelles a operarsi, ma anche la solitudine e la paura dell’uomo e la tragedia della morte inattesa e beffarda. Turandot non sarà terminata e Puccini morirà nel rimpianto, lontano da casa e, nemesi feroce, senza neppure una delle tante donne amate e che lo hanno amato, vicina, a tenergli la mano, mentre si appressa “la notte che non ha mattino”. La casa editrice Ricordi e il direttore d’orchestra Arturo Toscanini, in accordo con Antonio Puccini, l’unico figlio di Giacomo, decisero di affidare al compositore napoletano Franco Alfano il difficile compito di concludere la Turandot. Alfano, cercando di interpretare le volontà di Puccini, creò un primo finale, sulla base degli appunti del Maestro lucchese. Tuttavia, in seguito alle critiche di Ricordi e Toscanini, che richiesero una maggiore adesione agli appunti, Alfano si vide costretto ad operare corposi tagli (circa 100 battute), dando vita così ad un secondo finale. Questa versione è quella correntemente eseguita nei teatri. Toscanini scelse però di non eseguirla il giorno della prima assoluta, il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala di Milano. Egli infatti in quell’occasione interruppe la rappresentazione al terzo atto, subito dopo l’ultima pagina completata da Puccini. Un percorso doloroso, commovente, a tratti straziante, che rende Giacomo Puccini più che mai una figura indimenticabile nel cuore di milioni di persone che amano le sue opere. “Tramontate, stelle! All’alba vincerò! Vincerò! Vincerò! “




