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31 Maggio 2025Montecatini Terme, 28 maggio 2025 – Una sera d’estate, un cinema pieno, un sogno che prende forma. Potremmo fermarci qui, perché tutto questo – nel 2025 – ha già dell’eccezionale. E invece no: perché Amnesia, esordio cinematografico del giovane regista Dario Boldrini, è molto più di un film. È un’architettura emotiva costruita con precisione chirurgica, un’opera che ha fatto della sua stessa nascita un evento da ricordare.
Sold out (forse doppio) al Cinema Imperiale di Montecatini, che per una notte ha assaporato l’atmosfera delle grandi première, di quelle che si vedono nei reportage da Cannes o Venezia. Una regia invisibile ma puntualissima ha orchestrato la serata nei minimi dettagli, chiudendo un cerchio iniziato mesi fa con una campagna di comunicazione tanto ambiziosa quanto efficace. Nulla è stato lasciato al caso, come in quei film in cui ogni elemento deve contribuire al disegno complessivo – e qui il disegno era chiaro: dimostrare che si può fare cinema “da grandi” anche in provincia, anche con mezzi limitati, anche partendo da un sogno nato – letteralmente – in un bagno.
Sì, perché è proprio lì che tutto è cominciato. Dario aveva appena vent’anni e già l’urgenza – quasi fisica – di raccontare. A dargli forma concreta ci hanno pensato l’ingegnere di produzione ottica Elisabetta Ferraro e l’architetto Emanuele Apa, che nel film recita, ma che in futuro si immagina dietro la macchina da presa. Un team inedito, e per questo ancor più interessante.
Il risultato è un film che profuma di anni Novanta – Matrix, Fight Club, Trainspotting – e che guarda con ammirazione a David Lynch. Monsummano Terme diventa una piccola Los Angeles, sospesa tra sogno e realtà. L’angoscia suggerita resta però più un’intenzione che una sensazione compiuta: Amnesia è un film che si sente pensato, calcolato, trattenuto. Ma forse è proprio in questo trattenersi che si intravede il margine di crescita e la voglia di superarsi.
Nel frattempo, Amnesia si prepara a viaggiare: festival, piattaforme, nuove occasioni di incontro con il pubblico. E il gruppo che lo ha realizzato ha già messo le mani su un nuovo progetto.
Se questo è solo l’inizio, sarà interessante vedere fin dove potranno arrivare.
di Stefano Cavalli




