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Per questo motivo ho pensato ad un approfondimento sull’araldica ecclesiastica e in particolare sulla tiara, emblema papale per secoli.
La tiara papale, nota anche come triregno, ha rappresentato un simbolo ineguagliabile del potere e della sovranità del pontefice. Questo singolare copricapo, utilizzato dai papi a partire dal Medioevo fino al XX secolo, possiede una storia affascinante e carica di significati spirituali e politici. Realizzata in foggia conica e adornata da tre corone sovrapposte, la tiara simboleggia il triplice ruolo del Papa: Padre dei principi e dei re, Rettore del mondo e Vicario di Cristo sulla Terra.
L’evoluzione della tiara iniziò con un diadema semplice, che si arricchì gradualmente di ulteriori corone per sottolineare il crescente peso del ruolo pontificio. Fu Papa Benedetto XII, nel 1342, a introdurre la tiara a tre corone, un atto simbolico volto a riaffermare l’autorità papale in un’epoca segnata da profonde divisioni politiche. La terza corona serviva a consolidare il controllo sulla città di Avignone, sede papale dell’epoca, e a rafforzare la sovranità sulla Chiesa universale.
La tiara raggiungeva la sua massima espressione simbolica durante la cerimonia di incoronazione, un evento solenne che si teneva nella Basilica di San Pietro. Qui, il triregno veniva posato sul capo del nuovo pontefice mentre veniva recitata la formula sic transit gloria mundi, accompagnata dal bruciare di uno stoppino, per ricordare l’effimera natura del potere terreno. Nonostante la perdita del potere temporale dei Papi nel 1871, questo rituale continuò a essere praticato, mantenendo intatta la sua aura simbolica fino al 1963, quando Paolo VI fu l’ultimo papa a essere incoronato.
Tuttavia, con l’avvento del pontificato di Giovanni Paolo I nel 1978, si verificò una svolta epocale. Il nuovo Papa rifiutò la tradizionale incoronazione in favore di una più sobria “Messa di solenne inizio del Ministero Petrino”, segnando l’abbandono di un rito secolare. Pur non abolendo formalmente l’uso della tiara, Giovanni Paolo II rimosse nel 1996 ogni riferimento all’incoronazione papale, sostituendola con una cerimonia inaugurale. Fu Papa Benedetto XVI, nel 2005, a sancire definitivamente l’abbandono del rito d’incoronazione, approvando un nuovo cerimoniale che non prevedeva più l’uso del triregno.
Nonostante il suo declino cerimoniale, continuò fino al Giovanni II, a sormontare gli stemmi dei pontefici, subendo un cambiamento significativo con Benedetto XVI. Il Papa decise di sostituire la tiara con una mitra pontificia nel proprio stemma araldico. Tuttavia, la mitra rappresentata nel suo emblema continuava a richiamare simbolicamente la tiara, grazie alle tre fasce d’oro che evocavano le tre corone sovrapposte. Questa scelta non solo segnava un punto di svolta verso una rappresentazione più semplice del papato, ma rifletteva anche una sensibilità moderna, mirata a sottolineare l’umiltà e la natura pastorale del ministero petrino.
Oggi, il triregno rimane uno degli elementi principali dello stemma della Santa Sede e dello stemma dello Stato della Città del Vaticano, dove è rappresentata sopra le chiavi decussate di San Pietro. In tali contesti, la tiara è una testimonianza del potere spirituale del Papa e della sovranità del Vaticano come stato indipendente. La troviamo presente sulla bandiera dello stato vaticano: un drappo bipartito di giallo e di bianco, caricato questo al centro dalle chiavi decussate, sormontate dal triregno. Tale emblema visivo, immediatamente riconoscibile a livello globale, rappresenta un legame con la ricca tradizione della Chiesa e con la continuità del ruolo papale attraverso i secoli.
La tiara è un ponte tra passato e presente, un segno tangibile dell’evoluzione della Chiesa e del suo continuo dialogo con la storia e la modernità. Sebbene il suo uso pratico sia cessato, la sua eredità rimane viva, custodita nei simboli ufficiali e nella memoria collettiva di una fede millenaria.
Michele Fiaschi




