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30 Maggio 2024La Feltrinelli Red a Firenze è gremita di persone curiose e interessate, stanno aspettando Gad Lerner il famoso giornalista che dialogherà con lo storico ex docente universitario Franco Cardini, su Gaza. Odio e amore per Israele. Il libro è da poco uscito per Feltrinelli, ed è scritto con grande passione e sofferenza da Gad dopo le drammatiche vicende legate al maledetto 7 Ottobre in cui, lo ricordiamo, più di mille israeliani sono stati massacrati nel più sanguinoso attacco della storia allo Stato ebraico, centinaia di donne violentate con estrema crudeltà.
I due relatori si conoscono bene, sono legati da amicizia lunga e consolidata e scherzano tra loro, profondi conoscitori entrambi della storia e della guerra Israeliano Palestinese; Cardini dopo una breve introduzione ricorda, citando un suo professore in relazione a una dispensa, che Gad ha scritto il libro in breve tempo, è vero, ma con un percorso che parte da 50 anni fa.
Lerner prende la parola e ricorda di essere libanese, milanese, i nonni scampati alla Shoah emigrarono in quella terra che sarà Israele, la terra della salvezza; è importante avere varie identità, una pluralità attiva e positiva, essere curiosi delle identità degli altri e così lui si sente, a proposito del suo libro ricorda subito la frase riportata sul retro: si può vivere in paradiso sapendo di avere l’inferno accanto? Tutti nel nostro immaginario avvertiamo che questa guerra sanguinosa, locale, in un piccolo pezzo di terra, sta diventando universale, un dualismo tra chi ha diritti e chi non ne ha, tra i ricchi e i poveri, orientali e occidentali, tra religioni diverse. Non vogliamo pensare a questo dualismo, ci sentiamo impotenti, lo rimuoviamo, il 7 Ottobre la storia ha fatto irruzione e adesso ci dobbiamo pensare, così afferma Gad, sionista critico, ebreo di sinistra che ha sempre ribadito la necessità di una equilibrata soluzione al drammatico conflitto.
Lerner parla del Rinascimento ebraico ben descritto nel suo libro, le cui diramazioni hanno fruttificato anche altrove (…) l’elenco delle manifestazioni potrebbe essere lungo, agricoltura, scrittori, premi Nobel in fisica, chimica, economia, inoltre archeologia, psicoanalisi, musica, danza. La popolazione da ambo i lati è aumentata perciò l’unica possibilità è la convivenza, operazione non facile ma possibile, solo riconoscendo gli uni il trauma dell’altro, mettendosi nei panni del nemico, si possono fare passi avanti. Il toccante e sentito discorso di Gad si conclude con il ricordo di Primo Levi ‘ho pensato a Levi scrivendo questo libro’ che in Gaza così lo definisce: ‘non è certo un oracolo Primo Levi, né tanto meno un profeta di sventure. Piuttosto una mente scientifica portata a richiamare i princìpi fisici della cinematica anche quando il corpo di cui studia il movimento, i pesi e i contrappesi, il baricentro, è spirituale oltreché materiale: l’identità ebraica, da sempre vissuta nel differimento, nell’attesa. La stessa che lo porta ad affermare con sicurezza: “il meglio della cultura ebraica è legato al fatto di essere dispersa, policentrica”.
Il numeroso pubblico applaude a lungo, soddisfatto di un incontro scambio profondo, sentito e costruttivo; il libro di Lerner si presenta denso di informazioni anche per i meno esperti, riflessioni e ricordi, scritto in modo elegante e sentito, non può che arricchire il lettore.
Simona Priami




