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19 Maggio 2023Un Primo Maggio velato di nebbia e pioggia. Anche sul mare. Dopo un’ora circa di navigazione con il traghetto “La Superba” arriviamo all’isola di Gorgona. Una rosa di roccia nel magnifico giardino dell’arcipelago toscano, davanti a Livorno, ad appena una trentina di chilometri dalla costa.
Oggi, quasi disabitata, conta infatti una quarantina di residenti, non sempre presenti sull’isola, Gorgona ospita una colonia penale di circa settanta detenuti ed è gestita dal Ministero della Giustizia. Fa parte del Parco Nazionale Arcipelago Toscano.
Nella sua storia ha subito costantemente le incursioni piratesche e nel 1425 fu abbandonata anche dai moncai Certosini che erano arrivati dopo i Benedettini e fu ceduta alla Repubblica di Pisa. Furono loro a costruire la Torre Vecchia, oggi una maestosa Rocca, piuttosto cadente, a picco sul mare, ma ancora visibile, mentre ai Medici si deve la costruzione in mattoni di Torre Nuova, che oggi ospita gli uffici del direttore del carcere, l’ambulatorio medico e altri uffici.

Isola di Gorgona- ph Clara Cecilia Bacchione-guida ambientale di Toscana Trekking
Nella piccola baia dello scalo, sotto la Torre Nuova, ci accolgono un gruppo di case colorate e il grido dei gabbiani. Un approdo tranquillo, silenzioso, scandito dal dolce cullare del frangersi delle onde.
Il nostro gruppo insieme alla guida ambientale, Clara, di Toscana Trekking, avendo aderito al progetto sociale dell’Amministrazione Penitenziaria del Carcere di Livorno e Gorgona, per il reintegro in società dei detenuti a fine pena, ha avuto un accompagnatore locale detenuto, che ci ha seguito lungo le strade e i sentieri spiegandoci la vita nell’isola, il lavoro che vien svolto dai detenuti, soprattutto agricolo e a contatto con gli animali presenti sull’Isola di Gorgona.
Una occasione anche per riflettere sui temi della legalità, sulla libertà personale, sul reinserimento sociale e la realtà detentiva.
I residenti civili in Gorgona, si trovano soprattutto nella bella stagione. In questo momento si contano sulle dita di una mano. In particolare, soggiorna a Gorgona tutto l’anno Luisa, 96 anni, la zia, la principessa, come viene affettuosamente chiamata da tutti nell’isola. Luisa è nata a Gorgona nel 1927 e lì ha trascorso la sua giovinezza. Al tempo in cui Luisa era bambina Gorgona era abitata da molte persone e c’erano le scuole elementari e medie. C’era anche una bella trattoria e le famiglie degli agenti di custodia soggiornavano nell’isola tutto l’anno. La vita e il lavoro negli anni successivi l’hanno portata lontano per poi farla ritornare per non lasciare l’isola mai più.
Allo scalo è presente anche una piccola mostra fotografica sulla Gorgona di oggi: sono scene di vita sull’isola, animali, uomini al lavoro e tanta, tanta natura.

Isola di Gorgona- ph Clara Cecilia Bacchione-guida ambientale di Toscana Trekking
Salendo le ripide scale attraverso i cortiletti delle case colorate, degli antichi pescatori, dalla baia arriviamo allo spaccio-bar, gestito dal carcere e ci accoglie un ottimo profumo di caffè e di pane. È attivo un forno che ogni giorno panifica per i residenti e per il carcere, con ottimi risultati.
Lì vicino ammiriamo i resti degli scavi con i quali sono stati messi alla luce i resti di edifici romani. Si vedono ancora i mosaici e si indovina la posizione dei letti nelle camere, delimitati da una fila di disegni neri. Altri muri affiorano tra le piante di capperi e le mura delle case.
Proseguiamo, oltrepassando la piccola chiesa restaurata in anni recenti, sorpassiamo la struttura chiamata ‘le capanne’ e un altro edificio che ospita i detenuti, per immergersi nel verde degli ulivi, con il mare sotto di noi che si stende a perdita d’occhio lungo una skyline plumbea.
Un profumo di erbe aromatiche e di fiori si mescola all’aria tiepida condita da minuscole gocce di pioggia primaverile.
Passiamo davanti alle fattorie dove sono custoditi e curati dai detenuti molti capi di bestiame, pecore, capre, maiali, cavalli, mucche e un asino.
Sono tutti sotto la protezione della LAV, non sono né da macello né da riproduzione, da alcuni anni infatti Gorgona ha aderito ad un progetto condiviso anche con l’Università Bicocca di Milano, ed è diventata un’isola dei diritti degli animali. Alcuni animali in esubero sono stati portati nei centri di recupero della Lav, gli altri sono rimasti a Gorgona e continuano ad essere uno spicchio di pet therapy che negli anni ha dato i suoi frutti nei confronti di tanti ospiti del carcere.

Isola di Gorgona- ph Clara Cecilia Bacchione-guida ambientale di Toscana Trekking
La macchia mediterranea è lussuriosa, lecci, corbezzoli, pini, mirto, fiori di lentisco, ginestre appena in boccio, cascate di rosmarino, fiori di cardo mariano.
Lungo il cammino si notano molti resti di pini marittimi purtroppo caduti o tagliati perché colpiti da un terribile insetto che negli ultimi anni li ha decimati. E’ presente, invece, il pino d’Aleppo, da sempre pianta robusta, che sembra resistere anche al fastidioso insetto.
Nel 1500 i monaci avevano piantato a Gorgona i castagni e ne avevano fatto una discreta piantagione, godendone dei poliedrici frutti. Ma adesso ne rimangono pochissimi esemplari.
Passiamo da un sentiero all’altro, da un bosco ai vigneti Frescobaldi, scendiamo pinete, saliamo strade sassose fino alla vista di Cala Maestra, Cala Marcona, Cala Scirocco, una più suggestiva dell’altra, sui cui scogli nidificano il gabbiano reale, il falco pellegrino e il piccolo gheppio.
Nella piccola baia davanti all’approdo un delfino ci saluta inanellando i suoi tuffi in un mare di cobalto.
La nave ci aspetta è ora di imbarcarsi. Arrivati al miglio riprendiamo i cellulari e ritorniamo alla vita quotidiana, ma il respiro di natura preso nell’Isola di Gorgona ci accompagnerà per molto, molto tempo.
Redazione Arteventinews
Laura Filoni
La documentazione delle immagini è fornita dalla Guida Ambientale Bacchione Clara Cecilia di Toscana Trekking.
- Isola di Gorgona- ph Clara-guida ambientale di Toscana Trekking
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