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29 Giugno 2022“RESISTERE” è la graphic novel scritta da Salvatore Calleri, Renato Scalia, Luca Albanese, Giulio Antonio Gualtieri e Marco Nucci che, mediante un espediente letterario, quale il fumetto, riesce a spiegare in pochi e semplici concetti il fenomeno della mafia.
Dall’introduzione a cura di Fiore Manni, il lettore viene subito messo di fronte a quello che sarà il contenuto del libro e come questo verrà trattato: viene fatto un parallelismo con il mondo degli adulti, il quale, per sua natura, ha difficoltà a spiegare concetti che un bambino troverebbe molto più semplici di quanto si pensi. La mafia, quindi, verrà spiegata nel medesimo modo. Attraverso quattro storie, tutte accuratamente descritte con l’ausilio di immagini che rievocano alla perfezione le sensazioni provate dai personaggi, il lettore si immerge completamente nella tipica atmosfera di periferia (e non solo) dove la criminalità ne faceva da padrona.

Resistere-il fumetto che spiega la mafia
Interessante notare tra lo scorrere delle pagine, come ogni vignetta si intersechi con le altre attraverso un fil rouge rappresentato dalla predominanza di un colore rispetto all’altro, in modo tale che ogni storia riesca ad avere una propria unicità. Un particolare su cui porre l’attenzione nella lettura del fumetto è che, per spiegare il fenomeno della mafia, non si parta mai dal fenomeno eclatante, palese a tutti, ma si inizi a parlare delle piccole realtà e come queste riescano a muoversi nel fitto scacchiere della mafia italiana. Grazie a questo, si riesce a capire fino in fondo come certi pensieri siano radicati nelle viscere della criminalità organizzata.
L’ultima parte, la più importante, dà l’occasione di parlare della storia di un magistrato, Caponnetto, il quale lottò fino alla fine dei suoi giorni contro la mafia parlando ai ragazzi in modo diretto del problema che l’Italia si vede ad attraversare, proprio come fa questo libro. La domanda che lascia al pubblico più giovane è: “Cosa vorreste diventare da grandi?” Sarete sorpresi di sapere che la risposta sarà ancora più semplice della domanda stessa.
Giada Gonfiantini




