
Amore al tempo del Covid 19. Un racconto di Lucia Focarelli
27 Aprile 2021
Processo alla radio. In scena Nunzio Filogamo
27 Aprile 2021Protocollo, sorprese e qualche delusione (soprattutto per noi italiani), in un’edizione unica, forse irripetibile.
Sono questi gli aspetti che ci porteremo nella valigia dei premi Oscar 2021, i primi e (si spera) gli ultimi condizionati dalla pandemia da Covid-19.
Anticipata da un pre-show particolare (niente tappeto rosso) alla Union Station, ex caserma dei pompieri trasformata per l’occasione, e condita da performance da tutto il mondo, tra cui quella della nostra Laura Pausini con la canzone candidata “Io sì/Seen” per il film “La vita davanti a sè”, l’edizione numero 93 degli Academy Awards ha rispettato in parte i pronostici, lasciando spazio ad alcuni piccoli colpi di scena.
A vincere nelle due categorie principali (miglior film e migliore regia) è stato “Nomadland” e la sua regista Chloè Zhao, seconda donna nella storia a portare a casa la statuetta per la regia dopo Kathryn Bigelow nel 2010, mentre tra le “sorprese” c’è sicuramente la vittoria di Anthony Hopkins per “The Father – Nulla è come sembra” che ha battuto il favorito Chadewick Boseman (“Ma Rainey’s Black Bottom”) a cui tutti pensavano sarebbe stato riconosciuto l’Oscar postumo, sia per la prematura scomparsa, sia per la grandissima interpretazione.
“Minari”, per qualcuno il film che poteva rappresentare una sorpresa nel palmares (miglior film straniero ai Golden Globes), esce dalla cerimonia piuttosto deluso e nelle sei categorie in cui era candidato, tra cui miglior film e miglior regia, si afferma solo in quella per la miglior attrice non protagonista, Yoon Yeo-jeong.
Sconfitta per l’omaggio hollywoodiano di “Mank” di David Fincher (ma era nell’aria) che delle dieci candidature ne porta a casa soltanto due e in categorie tecniche, migliore fotografia e migliore scenografia, mentre come anticipato in apertura una grossa delusione è arrivata dagli italiani.
Laura Pausini esce sconfitta nella categoria per la miglior canzone (battuta da “Fight For You” dal film “Judas and the Black Messiah”, a cui va anche l’Oscar per il miglior attore non protagonista, Daniel Kaluuya) e per “Pinocchio”; candidato per i migliori costumi e per il miglior trucco e acconciatura è stato sconfitto in entrambe le categorie da “Ma Rainey’s Black Bottom”.
Da segnalare, infine, i premi per la miglior sceneggiatura e non (rispettivamente a “Una donna promettente” e a “The Father – Nulla è come sembra”), quello al miglior film internazionale (il particolare “Un altro giro” di Thomas Vinterberg) e alla migliore animazione, l’acclamato “Soul” di Pete Docter. Non fa “notizia” (si far per dire) l’Oscar come miglior attrice protagonista alla veterana Francis McDormand (“Nomadland”), già alla terza statuetta nella categoria.
Oggi (26 aprile) riaprono, nella “zone gialle”, i cinema italiani, un’occasione per vedere molti di questi film citati dove meritano, ovvero su grande schermo. Purtroppo non tutte le sale riaccenderanno le luci e alla normalità torneremo, si spera, solo a settembre.
Resta però un’occasione, dove si potrà, per rivivere la “magia” del cinema, nella speranza che ai prossimi Oscar il Covid sia solo un brutto ricordo.
Stefano Cavalli




