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14 Ottobre 2020Dopo 12 anni di chiusura il Palazzo delle Papesse di Siena riapre con una mostra che durerà ben 12 mesi: “Dalì a Siena – da Galileo Galilei al Surrealismo” a cura di Beniamino Levi.
La scelta delle opere, ben 100 in mostra, è principalmente di tipo scultorea ed è un’occasione per raccontare i svariati interessi dell’artista dalla letteratura alla matematica, dalla fisica alla psicoanalisi.
Durante il percorso e dinanzi alle varie opere si riesce a toccare con mano la volontà di Dalì di raccontare le scoperte del suo tempo attraverso l’arte, come ad esempio: i cassetti, gli orologi molli, la matematica e tanto altro.

Dalì a Siena-Palazzo delle Papesse
La sua espressione artistica è multidisciplinare infatti ritroviamo all’interno dell’esposizione: arredi, illustrazioni, sculture, abiti di moda… un’occasione per conoscere i suoi numerosissimi interessi.
Ricorre spesso il concetto del tempo attraverso i numerosi orologi esposti, a conferma, dell’ossessione dell’artista che temeva lo scorrere del tempo.
Dalì, infatti, sottolineava che c’è sempre qualcosa da rincorrere, ecco perché le nostre ossessioni ci impediscono di vivere serenamente il presente.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla presentazione delle grafiche della serie ‘Medicina e scienza’ e ‘Quinze gravures’ in relazione al legame che ebbe Galileo Galilei con il Palazzo delle Papesse dove trascorse alcuni mesi della propria vita.
Salvador Dalì nacque in Spagna nel 1904. La sua infanzia non fu molto serena, infatti, fu caratterizzata da svariati lutti che alimentarono la sua personalità delirante; basti pensare che in seguito alla morte del fratello maggiore per meningite, i suoi genitori, gli fecero credere di esserne la reincarnazione.

Dalì a Siena-Palazzo delle Papesse
La sua arte può essere definita come un’altalena che si muove costantemente da un punto all’altro chiamato ora realtà, ora sogno. Ben presto aderì al Manifesto artistico del Surrealismo pubblicato dal poeta Breton nel 1924; il manifesto si fonda sulla rivalutazione dell’immaginazione, della fantasia e del sogno:
“Addio selezioni assurde, sogni d’abisso, rivalità, lunghe pazienze, fuga delle stagioni,
ordine artificiale delle idee, rampa del pericolo, tempo per tutto!
Che ci si dia soltanto la pena di PRATICARE la poesia.”
Felisia Toscano
- Dalì a Siena-Palazzo delle Papesse
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