
Nei borghi alla scoperta della Toscana Slow
30 Giugno 2020
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1 Luglio 2020A pochi chilometri da Siena si trova il Parco sculture del Chianti, un logo davvero magico dove l’arte e la natura la fanno da padrone, in maniera egregia.
Nato nel 2004 da un’iniziativa dei coniugi Giadrossi, entrambi appassionati d’arte, sono riusciti a trasformare una passione in un vero e proprio museo di arte ambientale.
Cuore del progetto è l’integrazione tra arte e natura, ogni opera infatti nasce da una visita al parco di un artista, il quale, dopo aver scrutato i 7 ettari di bosco ha scelto un angolo e realizzato la propria opera.
L’arte non prevale sulla natura, né viceversa, entrambe convivono in un equilibrio semplicemente incantevoli agli occhi dei visitatori.
Grandi artisti provenienti da tutto il mondo, hanno realizzato oggetti d’arte contemporanea con vari materiali e soprattutto con particolare attenzione alla luce, ai suoni e ai colori del luogo.

parco sculture chianti
L’ingresso è segnato da una staccionata che riprende il logo stesso del parco, pochi passi e comincia a svilupparsi il bellissimo percorso artistico lungo circa 1 chilometro.
Ecco che comincio a scrutare le prime opere, dinanzi a me “Energia” di Costas Varotsos, un tubo di ferro con sopra ben 16 tonnellate di vetro grazie al quale con il variare della luce, varia l’aspetto della scultura come un vortice che si eleva al cielo; incontro poi la sofferenza di una donna dinanzi ad una società che non potrà mai cambiare, dove i poveri diventano sempre più poveri rimanendo testimoni di un progresso inarrestabile l’opera è “Fede e Illusione” di Dolorosa Sinaga.
Arriva poi il momento di scoprire una delle opere più ammirate dai visitatori, il “labirinto di vetro” di Jeff Saward realizzato in vetro mattoni, si tratta di una copia del labirinto inciso su roccia in Val Camonica, l’unifica differenza con l’originale è la sua forma ottagonale.

parco sculture chianti
Di grande impatto emotivo è senz’altro l’opera di Piero Giadrossi “Come eravamo”, nove tronchi di teak morti, abbracciati a nove querce nel pieno della loro vita. I legni morti sembrano ricordare a quelli vivi che un tempo anche loro hanno vissuto. La corda che li tiene uniti sottolinea il messaggio dell’opera stessa, il rispetto per la natura.
Proseguendo la passeggiata all’interno del Parco troviamo poi l’opera di Neal Barab, “Twist”, un omaggio ai Beatles per cui ha usato marmo rosa del Portogallo e marmo turco, due figure con le loro forme che creano un movimento sinuoso.
L’ultima opera che incontriamo sul percorso è l’Anfiteatro disegnato da Piero Giadrossi e costruito su una pendenza naturale del terreno nel 2009. I gradoni e il palcoscenico sono rivestiti di lastre in lava vulcanica, alcuni personaggi famosi fanno da spettatori come: Hitchcock, Fellini, Chaplin, Stanlio e Ollio e una donna con un bambino.
L’opera da giugno ad agosto fa da palcoscenico a concerti di musica classica, jazz, opera e altri generi.
Il Parco Sculture del Chianti è un bellissimo esempio di coesistenza di arte e natura che vi consigliamo assolutamente di visitare.
Felisia Toscano
Foto di Maria Di Pietro
- parco sculture chianti
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