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1 Aprile 2020L’attenzione di questi giorni è rivolta, in particolar modo, alle questioni sanitarie sollevate dal Coronavirus. L’ansia e l’apprensione ci fa racchiudere in noi stessi e, da “confinati”, se prima uno dei problemi era come passare il tempo della reclusione, mano a mano questo pensiero è sostituito da un altro un po’ più martellante: cosa faremo dopo? Il tutto, ovviamente, quando si è in buone condizioni di salute altrimenti si attiverebbero ben altri argomenti. Il “dopo” dipende dalle scelte che i nostri Governanti hanno adottato e adotteranno a breve perché, è bene ammetterlo, questa situazione ci ha colti impreparati e non abbiamo precedenti così recenti da cui poter apprendere. 
I precedenti
L’assenza di precedenti a cui riferirci apre il tema dei comportamenti da adottare. In ogni caso richiedono coraggio. Evocare situazioni di crisi ci fa venire subito alla mente l’affaire Lehman Brothers del 2008, la problematica degli Stati Sovrani del dopo 2010, fino alla Brexit, non trascurando l’abbattimento delle Torri Gemelle. In tutti questi casi, quando più e quando meno, c’è stato uno shock finanziario che si è riverberato nell’andamento economico, produzione di PIL e imprese, per intenderci.
Nelle precedenti situazioni si può modellizzare una simile sequenza: effetto finanziario, economico e sociale. L’ultimo si attiva quando le condizioni per il mantenimento di uno status di vita almeno decente vengono meno.
Per le persone il cambiamento è immediato
Nell’attuale situazione la quarantena genera impossibilità immediata di produrre reddito per un gran numero di individui. In assenza di risparmi sono nella condizione di non poter far fronte alle necessità più elementari, come avere i soldi per fare la spesa. Il recente quadro normativo del lavoro consente l’attivazione di una serie di strumenti di tutela per sopperire al problema. A questo punto, però, bisogna tenere contro di un aspetto che in Italia, più di altri Paesi viciniori, ha un peso significativo: le attività sommerse. Tutte le persone che lavorano a “nero”, in ogni caso, in assenza di regolari contratti di lavoro, resterebbero fuori dai meccanismi di salvaguardia. Ecco allora che la differenza fondamentale tra questa crisi e le precedenti sta nella sequenza esattamente contraria dei livelli: fin da subito si parte da quella sociale, come sopra ho provato ad accennare, passando poi alle altre due (economico – finanziaria).
Le misure adottate
Assistiamo in questi giorni ad un braccio di ferro con le Istituzioni Europee che sembrano disposte a considerare il Coronavirus più una questione mediterranea che globale, tanto meno nordica. Ci si sta dando un gran da fare per dimostrare che scelte adeguate a livello europeo potrebbero essere particolarmente gradite ed opportune. Al contrario, soluzioni arroccate finirebbero per decretare il de profundis del sogno europeo, già abbondantemente compromesso. Intanto il Governo nazionale ha adottato alcune scelte immediate e ne ha annunciate altre di più ampio respiro.
Non si entra nel merito sull’entità delle misure per non favorire la corsa a chi la dice più grande. In questi giorni abbiamo assistito a rilanci numerici di quanto sarebbe necessario e, francamente, non ritengo di avere le competenze per poter entrare in gioco. Un pensiero comunque posso spenderlo: non sono dell’avviso che la bravura e visione politica sia direttamente proporzionale all’entità delle misure invocate. Il pacchetto approvato comprende un primo intervento di 400 milioni di euro che, per il tramite dei Comuni, servirà per le prime emergenze. Convengo sull’utilizzo delle Amministrazioni Comunali per la declinazione delle suddette risorse nel territorio di riferimento. La loro conoscenza sarà particolarmente utile per contenere le asimmetrie. Ben venga il pacchetto per il popolo delle partite IVA, della cassa interazione ordinaria e di quella in deroga. Questo permetterà di drenare la mancanza di emolumenti per i prossimi mesi. Ma la vera partita si gioca nel pacchetto di interventi all’economia, partita ancora aperta con l’Europa verso la quale continuiamo a nutrire le migliori speranze. Dalla qualità di questo pacchetto dipenderà velocità ed efficacia della ripresa.
L’argomento è stato affrontato nel corso dell’intervista andata in onda ieri pomeriggio alle 18,30 su RADIO PISTOIA WEB, nell’ambito della rubrica LA VOCE DI ARTEVENTI, tuttora disponibile all’indirizzo https://www.facebook.com/RadioPistoiaWeb/videos/828696670939931/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARA3kZ95JXbJGYgv4zPqWN3j4pmNuQUeyqwh1CyWAa59s2tsvzJskSVvISSfDZYnOZOcQjOjEFcBNf_R
Umberto Alunni




