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17 Febbraio 2020Il 10 febbraio su Radio Pistoia Web, nello spazio di approfondimento culturale “La voce di Arteventi”, sono stati con noi Sara Valentina Di Palma e Daniele Coen.
Sara Valentina Di Palma storica, ricercatrice dell’Istituto storico della Resistenza, lavora nel settore della gestione museale per Coopculture. Daniele Coen fa parte come Sara della comunità ebraica di Firenze e della sezione di Pistoia. Da tempo sono impegnati con iniziative legate alla sensibilizzazione sul ricordo della Shoah.
Maurizio, amico di vecchia data di Sara e Daniele, entra nel vivo dell’argomento iniziando a parlare con gli ospiti.
Leggiamo purtroppo le statistiche che riguardano il crescente numero dei “negazionisti” della Shoah. Cosa pensate di questo preoccupante fenomeno?
Sara: In parte dipende da noi e in parte no. Penso alle parole di Primo Levi nella poesia ‘Se questo è un uomo’: ‘considerate se questoè un uomo / considerate se questa è una donna / Meditate che questo è stato’, quindi più che ad una diffusa retorica sulla memoria forse dovremmo ripartire dal fatto che fare memoria e ricordare sono lavori necessari solo insieme alla riflessione e non come mero esercizio meccanico. Il ricordo è tale se oggi riusciamo a riflettere sui fatti e a capire che sono parte del nostro presente. Il ricordo di quello che è stato è qualcosa di cui riflettere sul presente perché riguarda il presente, e come facciamo memoria dipende dal contesto in cui viviamo. Nel mondo contemporaneo questi fatti sono sempre più lontani e sono percepiti così soprattutto dai giovani. Inoltre c’è la perdita della storia. Ci sono tante notizie, a volte anche false. Quindi per tanti è difficile orientarsi, capire. I lavori da fare sono molteplici. Studiare la storia soprattutto. Non solo in modo didattico, ma anche attraverso il teatro, l’arte, la letteratura.

vagone
Maurizio ricorda il forte impatto che ebbe l’evento di un paio di anni fa quando in piazza San Francesco fu portato, nei giorni della memoria, un vagone come quelli usati per le deportazioni.
Daniele: l’esperienza del vagone ci ha fatto toccare con mano che attraverso insegnanti ‘ispirati’ si possono fare grandi lavori di informazionee sensibilizzazione tra gli studenti.
Sara: il vagone è una esperienza riuscita perché siamo riusciti a toccare l’emotività, ma c’è stato anche un grande lavoro perché conteneva pannelli con descrizioni e testimonianze del viaggio di quel treno. Quindi di conoscenza storica.
Oltre al gran lavoro di ricerca storica di Sara, ricordiamo l’apporto fondamentale di Riccardo Coen e di Alessandro Orlando.
Come si impegna nel campo della sensibilizzazione e informazione la comunità ebraica?
Daniele: la comunità ebraica di Firenze si impegna tantissimo su di un territorio che è vasto. Si cerca di partecipare ovunque vogliono ascoltarci. E cerchiamo di portare le testimonianze dirette che purtroppo cominciano a mancare. Ricordare quello che è successo è divitale importanza per lottare contro l’antisemitismo, contro il razzismo, contro i sentimenti che non hanno niente a che fare con un paese civile.
Sara: vengono organizzati anche molti corsi di formazione per insegnanti.
Sara , quali sono gli studi storici che stai portando avanti e che ti stanno dando più
soddisfazione ?
Sono vent’anni che porto avanti questi studi, oramai. Mi sono dedicata in particolare a ricerche riguardanti le vicende dei bambini, ritenuti dalla storia delle presenze non parlanti.
Trascurati, non degni di fare storia. Volevo toglierli dall’oblio. Come avessero vissuto i bambini nella Shoah era un argomento non trattato. Negli anni il mio lavoro si è arricchito dal fatto che anche dopo l’esplosione dell’era del testimone, la gran parte delle testimonianze si chiudeva con la fine della guerra. Mancava il sapere cosa era successo anche dopo ai bambini e ai ragazzi ebrei, a tutta la sofferenza patita nel dopoguerra in un mondo che non li ascoltava e non li capiva, e quindi il mio lavoro si è orientato in questa direzione.

Koenraad
Sara ci porta una lettura molto intensa: la storia di Koenraad, un bambino abbandonato in strada e poi deportato nel 1943. Ci sono voluti decenni per risalire alla sua identità.
Sottolinea l’importanza per queste creature di essere sottratte all’oblio, essere riconosciute e nominate e ricordate. Non solo per il loro destino, ma anche come hanno vissuto.
Daniele, i tuoi parenti nel contesto delle deportazioni sono riusciti a sfuggire?
Nel nucleo ristretto della famiglia si. Ho avuto un nonno che ha militato nei partigiani. La mamma e la nonna hanno abitato a Firenze, ma sono riuscite a sfuggire ai rastrellamenti. Mio padre è fuggito spostandosi in lungo e in largo per l’Italia.
Avete visitato un campo di concentramento o di sterminio? Un vostro ricordo, un pensiero.
Daniele: io sono stato ad Auschwitz. Mi ha colpito, oltre al posto in se stesso, le stanze dove venivano riposte le cose delle persone uccise. E poi l’ampiezza. Quelle baracche che si dispiegavano all’infinito davanti a me mi hanno dato la misura di tutto quella immensa tragedia.
Sara: io a otto anni e mezzo in occasione di una gita scolastica con mia madre che era insegnante sono stata a Dachau. Ricordo l’attesa del gruppo che era entrato nei locali del museo, da cui io ero rimasta fuori perché troppo piccola. Mi colpì leggere nel gruppo che tornava lo sconvolgimento per quello che avevano visto.
Ringraziamo Sara e Daniele per avere condiviso con noi i loro ricordi e la loro conoscenza della Shoah. La canzone “Gam Gam” ci accompagna alla chiusura della trasmissione.
Potete ascoltare il podcast della trasmissione sul portale web: “sullaboccaditutti.net/webradio” oppure vedere e ascoltare la trasmissione registrata sul profilo facebook di Radio Pistoia Web.
Redazione Arteventinews
Laura Filoni
- vagone interno
- pubblico vagone
- disegno sul vagone
- LIBRO VAGONE in viaggio
- LIBRO SECONDO bambini inglese
- LIBRO PRIMO bambini e adolescenti nella Shoah
- LIBRO TERZO Se questo è un bambino
- LIBRO una preghiera
- A Radio Pistoia Web. Il ricordo della Shoah













