
Intanto noi osserviamo ed annotiamo….
5 Novembre 2019
Dopo tre decenni c’è un percorso ancora da concludere.
9 Novembre 2019I recenti fatti successi durante la manifestazione di Lucca Comics dove due giovani si sono fatti fotografare indossando le divise delle SS e portando al braccio una fascia rossa con impresso il simbolo della svastica, mi hanno portato a fare un paio di considerazioni.
Come è vero che i rigurgiti neonazisti sono diventati una piaga della nostra società che desta continua preoccupazione, è anche vero come asseriva Socrate che l’ignoranza intesa come non conoscenza è l’origine di tutti i mali.
Sono convinto che quei ragazzi non abbiano la benché minima idea di cosa sia stato il nazismo.
Ci potrebbe essere una soluzione per insegnare loro un po’ di storia: obbligarli, diciamo per un periodo di un anno che potrebbe coincidere con l’anno scolastico in corso, e che si potrebbe protrarre anche durante il periodo estivo, a guardare l’enorme documentazione di filmati e di immagini che ricordano le deportazioni e l’olocausto. Così le nefandezze, gli orrori e le crudeltà perpetrate ai danni di milioni di persone fuori e dentro i campi di concentramento tedeschi, diventerebbero per loro oggetto di studio.
Il 2 di novembre scorso, all’età di 91 anni, è venuto a mancare Alberto Sed catturato durante il rastrellamento del ghetto di Roma il 16 ottobre 1943,reduce dell’olocausto, membro della comunità ebraica di Roma, autore di memorie sulla sua deportazione ad Auschwitz e attivo testimone della Shoah italiana. Una sua frase mi è sempre rimasta impressa nella mente.
Sed raccontava ” Non sono mai riuscito a prendere in braccio un neonato, nemmeno i miei figli, perché ad Auschwitz i nazisti ci facevano tirare in aria bambini di pochi mesi e si divertivano a ucciderli, come nel tiro a piattello”.
Non so se esista una scena simile in qualche documentario o in qualche film, però credo che la frase di Sed proiettata a caratteri cubitali su di uno schermo potrebbe essere proposta a questi ragazzi tutte le mattine prima di fare colazione. Forse, essendo giovani non perderebbero l’appetito, ma potrebbero almeno riflettere sul loro gesto e, dato che hanno affermato di realizzare una simulazione storica di quel periodo, forse… capire cosa sia realmente stato.
Alessandro Orlando




