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15 Settembre 2019
La mafia e il business della sicurezza
17 Settembre 2019Questa storia inizia in Russia tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, quando nasce il conte Zakrevskij Andreevic Arsenij in un paese vicino a Tver, un antico principato medioevale russo che lottò prima di cedere a Mosca e che si trova nell’alto corso del Volga, tra Mosca e Pietroburgo.
Zakrevskij era un piccolo nobile, proprietario di poche terre, che si iscrisse all’Accademia Militare, durante il periodo delle guerre napoleoniche. Militò nell’esercito zarista durante l’invasione della Russia, nel 1812, da parte di Napoleone. Successivamente, nel corso dell’avanzata russa verso Parigi fu al seguito dell’imperatore Alessandro I di Russia, con il grado di generale.
Nel 1825, durante la rivolta Decabrista lui si schierò con l’imperatore Nicola I. Per la sua dedizione allo Zar venne nominato Ministro dell’interno russo. Nel 1830, però, scoppiò la rivolta nella Polonia allora in gran parte annessa alla Russia e con un ordinamento autonomo, quale Regno di Polonia. Questi fatti, non previsti dal Ministro dell’interno, crearono un arresto della carriera di Zakrevskij; infatti perse l’incarico di ministro e venne nominato Governatore Generale della Finlandia.
Dopo un certo periodo da Governatore della Finlandia venne promosso Governatore di Mosca, carica di alto prestigio, a conferma della fiducia dello Zar nei suoi confronti.
Negli anni 1840 – 1850 Zakrevskij aveva sposato la contessa Agrafena, una donna che era stata una figura importante nel bel mondo della capitale. Nacque una figlia, Lidia, che fu fatta sposare con il figlio del ministro Golovin. Questo matrimonio non fu felice e la figlia, insoddisfatta, iniziò a girare l’Europa ed ebbe varie avventure tra cui anche una relazione con Alexandre Dumas.
A Parigi Lidia incontra il principe Vladimiro Droutskoj Sokolinskoj decaduto sul piano economico.
Lidia perde la testa per il principe e si risposa con lui, senza prima avere ottenuto il divorzio dal Santo Sinodo. Diventa, quindi, bigama, a tutti gli effetti, per cui una persona da arrestare immediatamente.
Il padre per evitare la prigione alla figlia approfittò del fatto che lo Zar Nicola II gli aveva affidato, come Governatore di Mosca, una serie di passaporti in bianco già firmati. Zakvreskij sfruttò questa situazione e intestò quattro passaporti rispettivamente: alla figlia, al nuovo marito il principe Droutskoj, a se stesso e alla propria moglie.
Espatriò in Italia e inizialmente si stabilì a Firenze in un albergo in riva all’Arno.
Da questo soggiorno venne a sapere che un uomo d’affari belga, tale Doupuy, voleva vendere la sua Villa a Montemurlo. L’affare si concluse rapidamente. La Villa possedeva pochi poderi, ma successivamente ne vennero acquisiti altri in località Bagnolo.
Zakverskij morì nel 1865 nella Villa, mentre la moglie sopravvisse ancora 10 anni; entrambi furono sepolti nella piccola chiesa posta all’ingresso della Villa, ora Santa Maria Maddalena dei Pazzi.
La figlia Lidia morirà nel 1880, mentre il marito ritornò in Russia lasciando a Montemurlo una figlia che vivrà fino al 1925.
La Villa ha subito, negli anni, vari passaggi di proprietà fino all’attuale proprietario: una famiglia di Prato.
Renato Risaliti
- Villa Principi Russi Montemurlo
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