
Diario giovanilistico del Festival più vecchio del mondo-3° giorno
4 Settembre 2019
Un bel documentario racconta una sorprendente Chiara Ferragni
5 Settembre 2019Ci sono film che, ancora prima di entrare in sala, sai già che strada prenderanno, codificati per piacere al proprio pubblico di riferimento, in questo caso festivaliero, cinefilo, furbetto abbastanza per piacere a tutti e al tempo stesso a chi cerca modi alternativi di raccontare il presente della vita di provincia fatta di amori sofferti e famiglie disfunzionali.
Il Cinema americano medio è pieno di questi film, pensati proprio per i Festival e per spettatori da cinema d’essai. Si assomigliano tutti, sempre uguali a se stessi, e spesso si finisce per dimenticarseli il giorno dopo.
“Babyteeth” (letteralmente “dente da latte”) è uno di questi film, opera sulla malattia, sorprendentemente in Concorso ma capace di elevarsi rispetto alla media, per sensibilità e capacità di connettersi con chi guarda attraverso lo strumento dell’ironia.
Così la malattia della protagonista diventa pretesto per raccontarci una ricerca di equilibrio nelle vite degli affetti che le ruotano attorno. Meraviglioso il finale che racchiude il senso di tutta la storia, dandogli lo spessore necessario per fare di questo “Babyteeth” un piccolo gioiello da conservare con cura.
Stefano Cavalli




