
La Radio in Vespa
3 Agosto 2019
Incontri
4 Agosto 2019Lev Mecnikov, è uno dei tre fratelli Mecnikov, di origine Moldava da parte di padre. Questi, trasferitosi nel Regno Moscovita a metà del ‘600. Da parte di madre era di discendenza ebraica. Il nonno era stato un illustre illuminista ebreo che, però, nel 1812 si converti all’Ortodossia.
Il primo dei fratelli è Ivan Ilic ed è l’archetipo del famoso racconto di Tolstoy “La morte di Ivan Ilic”, fu un famoso giurista dell’Impero Russo.
Il fratello minore era Ilia Ilic e sarà il premio Nobel per la medicina nel 1908. Lev Mecnikov, visse in Toscana fino alla fine del 1864, dopo aver partecipato alla spedizione dei Mille. Alla fine di quell’anno venne accompagnato alla frontiera Svizzera e si stabilì a Ginevra. Nel 1868 venne mandato da Bakunin in Spagna, come inviato della rivista “Annali Patrii”. Proseguì nei suoi viaggi culturali in Europa e in Asia, arrivandovi attraverso la circumnavigazione del pianeta; con un incarico professionale arrivò in Giappone dove operò presso la scuola di interpreti di Edo, oggi Tokio.
Tra i suoi tanti scritti vi è “Il pericolo giallo” del 1878, pubblicato su Delo, rivista Russa. In questo articolo, che ho tradotto recentemente, si parla, oltre che della grande influenza inglese nei rapporti con la Cina (esportazioni del tessile e commercio dell’oppio), anche delle missioni cristiane ( cattoliche, ortodosse e protestanti) in Cina. Secondo i dati di Mecnikov a metà degli anni ’70, i convertiti al cattolicesimo, su 400 milioni di cinesi all’epoca, sarebbero stati 700.000.
Lo scrittore russo osserva, nel suo lavoro, che poiché le missioni cattoliche, erano state affidate, in regioni diverse, a vari Ordini Religiosi, spesso e volentieri avveniva che i riti religiosi si differenziassero tra loro.
Gli Ortodossi, presenti in Cina dalla metà del ‘600, non avevano grandi adesioni.
I Protestanti, secondo Mecnikov, hanno inciso molto sul proselitismo con l’arrivo dei missionari Americani (giunti dopo gli Inglesi e gli Olandesi). Questi missionari hanno importato in Cina una modalità operativa più dinamica, ma soprattutto hanno reintrodotto, nel paese, i caratteri mobili (originari di questa Nazione) ma in termini più moderni. In particolare, i Protestanti Americani, hanno utilizzato un nuovo strumento per la cultura Cinese: I giornali.
Per la prima volta le grandi masse della popolazione sono venute a conoscenza della vita occidentale attraverso la stampa periodica.
Va detto che, secondo Mecnikov, le reazioni dei cinesi, al momento della conoscenza diretta dello stile di vita occidentale, non furono sempre positive e di consenso. Ecco due esempi di queste differenze, tra gli usi antichi cinesi e quelli occidentali.
Nell’antica Cina erano le donne che portavano i pantaloni e non gli uomini come in Europa e in America.
Del secondo esempio sono stato testimone diretto: Nel 1957 ho visitato i Palazzi Imperiali di Pietroburgo con un gruppo di giovani studenti cinesi. Vedemmo il quadro di un matrimonio tra cinesi. Quando l’interprete disse che quello rappresentava un matrimonio cinese, tutti gli studenti esplosero in una grande risata. Incuriosito mi feci spiegare il motivo di tanta ilarità. Loro, sorridendo, mi spiegarono che in Cina il bianco non può essere il colore dell’abito della sposa, perché per loro è il colore del lutto.
Renato Risaliti
Le foto riportate in questo articolo testimoniano una visita in Cina del Prof. Risaliti, insieme a altri studenti universitari italiani presso l’Università







