
Un amore bello come il colore dei fiori
30 Luglio 2019
A San Marcello il bosco si veste di classiche note
31 Luglio 2019Come si prepara una sfilata storica? Dove si trovano i costumi ed i figuranti? Quali sono le associazioni che se ne occupano?
Questi e altri interrogativi hanno stimolato la curiosità della redazione di Arteventi in occasione delle festività, legate alla ricorrenza del 25 luglio 2019, che riguardano Pistoia e il santo patrono, cioè San Jacopo, nonché l’apostolo Giacomo, nonché il celebrato Santiago di Compostela. Sempre lui.
Tanto è vero che il Vescovo della Diocesi di Pistoia, Monsignor Fausto Tardelli, ha annunciato l’anno 2021 come un Anno Jacopeo in quanto il il 25 luglio cadrà di domenica e che saranno previsti festeggiamenti religiosi particolari. Come pure importante sarà il contatto con l’Arcivescovo di Santiago di Compostela che ha già dato il proprio assenso a unire i festeggiamenti nel gemellaggio da sempre esistente fra le due città.
Siamo andati dunque dietro le quinte dei preparativi, per partecipare anche noi alla sfilata, ci siamo mischiati alla fatica e al sudore degli organizzatori e dei figuranti.
Cercheremo di spiegare, attraverso la composizione della sfilata, la compagine che ha fotografato le “cartoline del passato” e di rivelarne i sentimenti e le aspirazioni.
La sfilata storica che vive nelle feste jacopee la sua esaltazione massima consente a turisti e cittadini di fare un tuffo nel passato e di vedere attraverso i figuranti uno spaccato medievale dei personaggi pistoiesi che furono. Le cariche politiche e militari, le famiglie nobili, i cavalieri, i magistrati.
Partiamo dalla testa del corteo: dopo le autorità comunali, rappresentate dal sindaco e dell’assessore alla cultura, è presente e allineata la Compagnia dell’Orso.
Questa associazione svolge la propria attività con successo a Pistoia dal lontano 2002. Si tratta di un gruppo storico di rievocazione medievale, con musici e abili sbandieratori, anche se nei loro spettacoli si occupano soprattutto di combattimenti, di arcieri e di danze medievali. Sono presenti nel gruppo molti giovani e sono tutti davvero bravi. Da poco sono rientrati da un tour in Russia dove hanno riscosso molto successo. Sono uno dei migliori gruppi presenti in Toscana.
Poi proseguendo nel corteo si trovano i figuranti in costume che portano il Palio, progettato e dipinto da un artista, il drappo con il simbolo della città e poi il drappo che testimonia la presenza del Comitato Cittadino che precede i Rioni.
Quest’anno la Caserma Marini con il reparto del 183° reggimento paracadutisti “Nembo” ha partecipato fornendo un drappello di militari al Comitato Cittadino che prontamente li ha vestiti da Armigeri, da Capitano del Popolo e, nella persona del maresciallo Leandro Panico, da Gonfaloniere del Palio. Una collaborazione che rafforza il rapporto tra caserma e città.
Il Comitato Cittadino, che è costituito per la Giostra dell’Orso, ed è composto da rappresentanti di Diocesi, CONI, Camera di Commercio, rappresentanti dei Rioni e del Centro Commerciale Naturale, attraverso i proprio volontari ha il compito di pianificare e organizzare le attività legate alle manifestazioni jacopee.
I volontari del Comitato, Daniela, Renato, Elisa, Virginia e tutti gli altri, preparano il corteggio storico sacrificando una buona parte del loro tempo libero, ma lo fanno con una vera passione e con tanto amore per la propria città.
Non è solo questione di indossare i costumi e fare il figurante, c’è un controllo speciale sulla lista della sfilata perché devono essere presenti i personaggi e le famiglie dell’epoca, devono esserci i paggi e le damigelle che portano lo sperone d’oro, le chiavi e le pergamene, inoltre devono raccordarsi con i vari gruppi dei Rioni e con le autorità locali. Non ultimo devono pensare all’approvvigionamento dell’acqua per chi partecipa alla sfilata perché in questo periodo di gran caldo, con i pesanti costumi indossati e a causa delle lunghe attese in piedi, tutti hanno bisogno di idratarsi. Devono, inoltre, contrassegnare tutti i costumi che vengono consegnati e successivamente provvedere alla loro sistemazione e alla loro pulizia, riparazione e conservazione. Tutte le famiglie dei volontari partecipano in una rete di collaborazione e aiuto preziosa e insostituibile.
Ma torniamo al corteo: dopo i figuranti del Comitato Cittadino sfilano i quattro Rioni storici di Pistoia: Grifone, Leon d’Oro, Cervo Bianco, Drago.
Tanti i personaggi e i cavalieri, famosi, che ne hanno fatto parte negli anni: come non ricordare Bruschino, Littorio Nesti, oppure Scompiglio, che gareggia tutt’ora in quel di Siena portando onore e vanto alla sua indimenticata Pistoia.
Tutto ruota intorno alla Giostra dell’Orso. È una competizione che ha origine antiche e risale al 1200 fin dal “palio dei Barberi”. Vi partecipavano i cavalieri e i nobili provenienti da tutta Italia.
Da un documento comunale del 1514 si sa che la corsa, in quegli anni, veniva disputata partendo da una pietra miliare sulla via Lucchese fino ad arrivare alla Chiesa di Santa Maria Cavaliera, situata a fianco del Palazzo Comunale. Successivamente fu spostata lungo la via dello Spianato, oggi l’attuale Corso. Nel 1788 il palio fu corso sul prato di San Francesco.
Nel 1947 per la prima volta la corsa fu fatta in Piazza Duomo e da allora fu chiamata Giostra dell’Orso in onore dell’animale araldico rappresentato nello stemma cittadino (a Pistoia viene chiamato ‘il micco’).
È stata una grande emozione partecipare a questa rievocazione storica perché alla fine lo sfilare tra le vie, tra i vicoli, i palazzi che parlano del presente e del passato della città, con i corridoi di persone che applaudono divertite e che fanno festa, evoca sentimenti di unione, di positività.
Tanti turisti, stranieri e non, tanti bambini, ragazzi, famiglie: una festa per tutti. Arrivare in piazza e riempire il centro della pista, con l’arcobaleno dei vestiti d’epoca e gli stendardi, è un quadro che solo così si può dipingere.
I cavalli in attesa della benedizione hanno sfilato con i loro cavalieri lungo la pista attorno a noi, mentre la Compagnia dell’Orso roteava le bandiere. La brezza della sera giungeva a portare refrigerio alle fatiche alla fine di una splendida giornata di luglio.
Quest’anno ha vinto la ‘disfida’ il Leon d’Oro. Sarà contento il paggetto del rione medesimo che ci ha tenuto compagnia nella tribuna dei figuranti e che ci ha spiegato nei particolari il punteggio, la classifica, il bonus: tutto quanto riguardava la gara. Un appassionato di Harry Potter, dei libri che parlano di erbe e serpenti. Pur con la sua giovanissima età sfoderava una profonda conoscenza della Giostra, dei cavalli, e dei significati dell’Orso per Pistoia. Ci spiegava che si deve dire “Il micco” e non” Micco” e che il nome ricorda l’orso che centinaia di anni fa scese la Montagna Pistoiese per arrivare fino in città…ma questa è un’altra storia. Questo simpatico paggio, era un esempio per tutti, perché se ne stava tranquillo a parteggiare per il suo Rione, ma non faceva tifo contro gli altri. Anzi, essendo noi del Grifone, in una sorta di gemellaggio, ci ha detto che pensando alle casate della saga di Harry Potter, in special modo al Grifon d’Oro, potevamo tifare i due Rioni assieme: Il Grifone e il Leon D’oro.
Il suo ragionamento non faceva una piega.
Lo abbiamo rivisto stamani sui giornali locali, e nelle foto del Comune, in mezzo al gruppo che festeggia la vincita del Rione.
L’aver partecipato attivamente alle manifestazioni di quest’anno ci ha consentito di cogliere lo spirito profondo di questa festa. Festa di tutti, come dicevamo, perché rinsalda l’affetto e l’amore che ogni persona deve avere per la propria città e per la sua storia.
Per Arteventi news
- I vincitori del Rione del Leon d’Oro
- Stendardi e drappi
- La piazza pronta per la Giostra dell’Orso
- I costumi
- Si costruisce la pista
- I pompieri vestono San Jacopo
- Sbandieratori
- Si organizza il corteo
- Tamburi
- Suonatori di chiarine














