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21 Giugno 2019Monica Bacci, in arte Monikà, è una bravissima cantante che ho avuto di recente la fortuna di poter intervistare.
Che è bravissima non lo dico solo io, lo dimostrano i numerosi successi ottenuti sino ad oggi, oltre al fatto che recentissimamente è entrata con pieno merito nella finalissima di Sanremo Rock, un appuntamento musicale decisamente importante.
Ed è anche di questo che ho parlato con Monica (o forse dovrei iniziare a chiamarla con il suo nome d’arte?).
Ma chi è Monica Bacci? Seguitemi e scoprirete che principalmente è la chiarissima dimostrazione che spesso le cose, oltre a desiderarle, bisogna anche sapersele conquistare.
Monikà, parlami un poco di te.
Parto dal nome. Volevo avere un nome d’arte non troppo distante da quello che è il mio nome di battesimo, e la scelta era tra il trasformarlo in Monique alla francese oppure dargli un impronta più rock e internazionale. Ed ecco che con una k e una a accentata è nata Monikà.
Scusami, ma prima che tu prosegua, ti interrompo per togliermi una curiosità su di te che forse molti non sanno e che voglio svelare ai nostri lettori. Oltre che cantante, tu sei una apprezzatissima professionista. Un geometra che vanta moltissime collaborazioni per perizie tecniche con i vari tribunali. Come si coniugano due situazioni così distanti?
La verità è che io ho ricominciato da pochissimo a cantare. L’ho fatto sino a diversi anni fa e poi, quando mi sono trovata davanti alla necessità di scegliere, ho abbandonato il canto per dedicarmi interamente alla mia professione. Avrei forse dovuto scendere a compromessi, prima di tutto verso me stessa, e ho preferito lasciare quel mondo. E tra l’incerto e il certo, ho scelto di fare la geometra. E devo confessarti che questa attività mi ha dato, e continua a darmi, tante soddisfazioni e riconoscimenti professionali. Ma devo anche ammettere che però…
Però?
Però succede che con il tempo le cose cambiano. La sola professione può non bastare più e così nel 2010 mi sono sentita crescere la voglia di riprovare con il mio vecchio amore, la scrittura e in particolare la poesia. Mi accorgevo di avere del tempo a disposizione ma soprattutto la voglia di ricominciare. Ho quindi tirato fuori dai miei tantissimi cassetti vecchie poesie, brani di racconti, frasi e concetti che avevo scritto e quando ho per caso trovato l’annuncio di un importante concorso nazionale di poesia mi sono detta: «Perché no?».
E com’è andata?
Ho vinto il premio della critica. – dice come se fosse la cosa più semplice del mondo. – E da lì ho cominciato a scrivere nuove cose, in particolare poesie, fino a pubblicarle con gruppi importanti. E successivamente ho ritrovato in me anche il desiderio di ricominciare con il canto, partendo però stavolta dalle basi. E nel 2015 mi sono iscritta a una scuola di canto. La domanda che mi sono posta è stata immediatamente «Perché lo faccio?». Ma non mi sono posta degli obbiettivi, mi piaceva semplicemente ricominciare. Fare una cosa alla quale tenevo era il mio scopo. E la vocal coach Miriam Taylor è stata il mio nuovo approdo per lo studio della tecnica vocale. E poi vari campus a giro per l’Italia e incontri con importantissimi personaggi quali Maria Totaro, Piero e Massimo Calabrese, Fausto Tomaino e tanti altri.
Insomma, una passione che alla fine è diventata qualcosa di estremamente importante.
Era una passione destinata a rimanere per me soltanto tale, ma a volte il destino…
Monica, spiegami meglio che faccia aveva questo… destino.
Quella di Roberta Mucci, una figura centrale nel settore musicale italiano. Mi ha sentita e ha immediatamente dimostrato di apprezzare la mia voce e il mio modo di cantare. Mi ha proposto di partecipare al concorso “A tutta randa schow”, con Vince Tempera quale Presidente, concorso aggiungo associato ai più grandi festival. Che altro dirti? Solo che ho partecipato e ho vinto. E il capodanno del 2015 l’ho vissuto cantando davanti a 35mila persone in piazza Bra, vicinissima come sai all’Arena di Verona, assieme a tanti big della musica italiana.
Per essere soltanto una passione, mi sembra un inizio sfolgorante.
Sì, lo ammetto e sono rimasta sorpresa anch’io. Però forse il mio più grande pregio è quello di voler fare le cose sempre con estrema serietà. Sia quando vesto i panni del tecnico che quelli della cantante. E se è vero che “il lavoro paga”, quando assieme alla passione esiste anche del talento (non lo dico io però), penso che inevitabilmente qualcosa deve accadere. Ed è accaduto che dopo Verona mi sono trovata al Sanremo Open Theatre che si svolge nella stessa settimana del più famoso festival. Poi Roberta mi ha chiesto di prendersi cura di me come artista, riuscendo alla fine a convincermi a farlo, nonostante le mie remore dovute al fatto che non sono più una ragazzina. «È proprio questa la tua forza. Tu sei una vera cantante, e l’età non ha assolutamente valore in un caso come il tuo» mi disse. E così ho accettato.
E poi? Come si è sviluppato il resto?
Sempre Roberta ha scritto per me un singolo – sino ad allora io cantavo cover di altri artisti – e con quello sono stata ospite al “Premio Lucio Battisti” e ho iniziato a fare le mie prime apparizioni nelle varie televisioni nazionali. Ho partecipato ad altri festival internazionali e a importanti concorsi musicali quali ad esempio il “Premio Lucio Dalla” nel quale mi sono classificata al quarto posto.
Insomma, una “gavetta” la tua fatta però immediatamente ad altissimi livelli.
Diciamo pure che è così. Una gavetta che mi ha portato in dote la possibilità di avere infine un album tutto mio.
Album recentissimo, veramente molto interessante, con stupende sonorità e belle canzoni. Vuoi parlarmene brevemente?
Ci ho lavorato molto, principalmente assieme a Roberta Mucci con la quale ho ormai un sodalizio fortissimo e a Renato Droghetti, notissimo produttore, compositore e programmatore. L’album contiene alcune mie canzoni, oltre a quelle di Roberta e ad alcune cover di famosissimi personaggi.
Il titolo?
“The colors of my soul”, pubblicato lo scorso 4 febbraio con la casa discografica bolognese SanLucaSound.
La nostra rivista ha già scritto qualcosa su di te e sul tuo album. E io ho avuto la possibilità di vedere in anteprima il video che lo accompagna. È un lavoro ben fatto, carico, oltre che di musica, di stupende immagini. Me ne parli?
Il video è stato girato interamente in due location della provincia di Pistoia. Il singolo che interpreto fa da apripista all’album e ha come tema l’amore. Quello universale, assoluto, che abbraccia virtualmente, nei sogni e nella realtà, tutte le forme dell’universo.
Un progetto e un concetto ambizioso.
Sì, lo è, perché secondo me l’amore è come un cuore che batte fortissimo. È sentire un lungo brivido correre lungo la schiena. È provare l’intimo dolore dovuto al non poter stare assieme nonostante il cuore pretenda da te tutt’altra cosa.
E tutto questo lo riproponi nel disco “I colori della mia anima”. E sono brani nei quali l’amore la fa da padrone. Perché? Cos’è per te l’amore?
È la passione stessa per la vita e allo stesso tempo la gioia di sorridere nonostante tutto quanto ci può ruotare attorno. Io lo definisco “il bisogno di essere parte di qualcosa, da condividere assieme a qualcuno, in qualunque parte del mondo”. Ma per me l’amore è anche semplicemente cantare, danzare, respirare.
Tu prima hai accennato al “non essere una ragazzina”. Io non credo che l’età giochi per forza un ruolo fondamentale, ma penso che sia l’artista a tutto tondo che crea il personaggio e il suo eventuale successo. È sempre l’artista che esibisce il suo modo di interpretare la musica e di cantarla. E tu, almeno per quanto riesco a percepire, hai un “qualcosa in più” in questo senso. Qualcuno ha avuto di te la mia stessa impressione?
Ammetto di sì. «Sei un’interprete molto particolare» mi hanno detto più volte. «Ti si sente cantare e non ti si associa a nessuna cantante affermata o comunque conosciuta. E questa tua caratteristica ti rende riconoscibile e unica». Ma questa è una mia peculiarità in tutto ciò che faccio. Dal lavoro ai rapporti con le altre persone.
Torniamo per un attimo al tecnico che è dentro Monikà. Chi ti conosce in questa veste come vive la tua dimensione di artista?
Io in realtà racconto pochissimo di me e di cosa faccio. È successo però che qualcuno abbia sentito parlare di me e della mia passione per il canto e mi abbia fatto i complimenti. E questo, oltre a farmi ovviamente piacere, rende il tutto ancora più sorprendente. Perché ancora oggi stento a credere a quanto sta avvenendo. Sono partita per riempire uno spazio vuoto e mi trovo sulle prime pagine dei giornali. E quindi anche il rapporto con quelli che sono i miei “clienti” è in qualche modo “filtrato” da questa mia sensazione di incredulità. Hai presente la gioia di un bambino di fronte a una novità? Io sono quella. Mi tengo tutto strettissimo perché ho quasi timore che, facendola uscire, questa gioia possa svanire.
Toglimi una curiosità spicciola. Come si organizza la giornata una artista?
Si affida ai professionisti del settore. E io in questo campo ho avuto la fortuna di incontrare Patrizia Faiello della Press Office Fox Production Music&Television Italia. Lei è la mia Press Agent, ma prima di tutto è un’amica sincera. Tra l’altro compare anche nel video assieme all’attore Claudio Germano.
Il tuo sino ad oggi è stato un percorso artistico importante. Ti senti di essere una… diva?
Oddio che domanda difficile – mi risponde ridendo felice. – Diciamo sì e no. Nel senso che non mi sento assolutamente una diva nel settore dello spettacolo, però mi piace sentirmi diva in tutto ciò che faccio. Amo vestirmi in modo particolare da sempre, mi riempio di colori e amo vivere la vita in questo modo. Ma tutto senza alcuna presunzione, lo faccio soltanto per me, quasi come se fosse un gioco.
Nel sentirti e nel guardarti parlare, traspare evidentissima la tua gioia. E questo richiama veramente l’immagine del bambino felice da te utilizzata poco fa. Ma come vive un “adulto” queste emozioni?
Restando bambina – risponde convintissima. – Quello credo sia il vero segreto per continuare a provare piacere in tutto ciò che di bello ti può accadere. E non è solamente un modo di dire. Ovviamente sono una persona matura e responsabile ma di fronte alle emozioni provo le stesse sensazioni di un tempo. Poi unisci il senso di orgoglio che il raggiungere certi risultati mi procurano, e capisci come possa a volte essere complicato rimanere con i piedi ancorati al terreno. I bambini però ci riescono benissimo.
A proposito di risultati. So che sei una delle finaliste del prossimo Sanremo Rock.
È vero. Nella prima settimana di giugno sarò sul palcoscenico dell’Ariston, il mitico teatro dei festival. E spero proprio di rimanerci fino al 7, giorno della finalissima.
Su quel palcoscenico incontrerai anche dei giovanissimi. Come si vive nel campo artistico la differenza generazionale?
Una volta superato il pregiudizio tutto personale del sentirmi adulta rispetto ai giovani, ti dico che non esiste una differenza generazionale. Ovviamente la carta di identità ha valore, ma nel campo artistico tutto è condizionato da chi e cosa sei. Se hai voce, presenza scenica, tecnica e sai arrivare all’orecchio, ma soprattutto al cuore di chi ti ascolta, gli anni contano relativamente. E poi io ho ricominciato a cantare soltanto da tre anni e quindi sono, come i tanti ragazzi che incontro, un’emergente.
Una domanda molto personale che mi hai suggerito con alcune tue parole più volte ripetute: «Ringrazio il Signore…» hai detto. Sei credente?
Semplicemente sì. Sono credente e come tale prego anche senza andare per forza in una chiesa. E lo faccio principalmente per gli altri. E naturalmente in questo mio pregare al primo posto ci sono mio figlio, mio marito e chi amo. E ringrazio spesso Dio per tutto ciò che ha voluto donarmi.
Monikà e la poesia. I tuoi versi fanno parte delle tue canzoni?
Anche se non tutti, non posso negarlo. Magari in una veste diversa, ma i concetti che metto sulla carta quando posso li trasporto nella mia musica, come è avvenuto per esempio in “Attimi”, una canzone che è piaciuta moltissimo. Oppure come ho fatto per una canzone scritta in ricordo di mia mamma scomparsa recentemente.
Torniamo al tuo video e ai suoi simbolismi.
Quando si parla d’amore, come vuole fare il mio recente lavoro, questo sentimento deve in qualche modo anche essere descritto. E noi abbiamo cercato di farlo utilizzando le immagini. E oltre a quelle proponendo anche simboli e persone che hanno una forte rilevanza oltre che affettiva anche fortemente evocativa. In quel video ci sono Patrizia Faiello e i componenti della mia band a significare il mio amore per la musica ma anche per l’amicizia; una ballerina che è nella realtà la ragazza di mio figlio Daniel, per rappresentare l’amore e la famiglia. E c’è ovviamente lui che la bacia teneramente a rappresentare l’amore terreno e tradizionale. E uso coscientemente questa parola perché trovo che molto spesso si tenta di stupire mostrando immagini “forti”. Io penso di poter dire che la vera forza stia spessissimo nella semplicità e nella riscoperta dei valori tradizionali.
Sempre nel video ci sono due tue “entrate in scena” molto “scenografiche”. Che significato hanno?
Sono un gioco anch’esse. E rappresentano la mia voglia di fingere di fare la diva.
I tuoi progetti nell’immediato?
Come abbiamo detto Sanremo Rock. Poi continua il lancio del mio album principalmente grazie all’opera di Roberta Mucci e Patrizia Faiello. Ed è a loro che mi affido completamente per avere la massima visibilità. Tieni presente che la concorrenza è vastissima e quindi conseguentemente gli spazi si riducono.
Mi parli un secondo della tua famiglia? Come vivono questa tua trasformazione?
Daniel credo che sia abituato ad avere una mamma “particolare”. Ovviamente mi riferisco a come sono e a cosa ho fatto in passato. Tra noi abbiamo un bellissimo rapporto e dimostra spessissimo di essere molto orgoglioso di me. Mio marito Massimo invece posso affermare che sia il mio primo sostenitore. È lui che mi stimola a provarci e continua a ripetermi che quanto sto facendo è la cosa giusta da fare.
A parte la famiglia e gli amici, cosa aiuta di più nella vita?
Credo che aiuti sentirsi cittadini del mondo, liberando il cuore dai pregiudizi e dalle nazionalità. E poi aiuta l’essere persone vere.
Siamo ormai arrivati al termine dell’intervista e come sempre ripropongo la mia domanda di chiusura. Avevi un sogno da bambina?
Quello che si sta avverando. Sognavo di cantare e lo sto facendo; e sognavo di salire sul palcoscenico di Sanremo e tra poco ci sarò. Forse sono sogni troppo grandi, ma in fin dei conti un sogno deve essere per forza qualcosa di fantastico.
Senti Monica, un’ultimissima domanda; tu e Monikà, cosa farete da grandi?
La cantante porterà sul palco ciò che ha imparato facendo il geometra, vale a dire l’onestà intellettuale e la correttezza nei rapporti. Il tecnico invece cercherà di affrontare con la leggerezza di un’anima artistica la gravosità del proprio lavoro.
Grazie Monica per il tempo che hai voluto regalare a me e ai nostri lettori. E, anche se non si dovrebbe assolutamente dire, buona f…….na.
Il video ufficiale è visibile al seguente link: https://youtu.be/4jc_aP-brRE
Per arteventinews
Enrico Miniati
Le immagini sono tratte dal videoclip “L’amore è” e mostrano l’artista, i musicisti Mario Manfredini e Lorenzo Senzani, la Press Agent della cantante, Patrizia Faiello con l’attore Claudio Germanò








