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25 Marzo 2019André e Dorine: una dolcissima storia d’amore al Funaro
Prima ancora che le luci si accendessero, dal piccolo palco del Funaro, si udivano le dita di qualcuno picchiettare su una vecchia macchina da scrivere con la stessa energia che avrebbe avuto un giovane ventenne.
Pochi minuti e sulla scena compare l’anziano André a dare inizio allo spettacolo.
Mentre lui è intento a scrivere il suo ennesimo libro, arriva la sua compagna di una vita, Dorine, che allieterà la storia suonando il suo violoncello.
La quotidianità di André e Dorine ormai avvolta dalla monotonia di quella che è la fase più matura della vita vede una contrapposizione non solo tra uomo e donna ma, in realtà tra due modi di esprimersi attraverso l’arte diversi tra loro: la scrittura per André, la musica per Dorine, la macchina da scrivere per André, il violoncello per Dorine.
Ben presto però, a Dorine accade qualcosa che condizionerà per sempre gli ultimi anni di vita insieme della coppia.
Dorine, infatti, si ammala, le viene diagnosticato l’Alzheimer.
Da questo momento lo spettacolo è un alternarsi continuo di sorrisi, di tenerezza, nostalgia, comicità ma, anche e soprattutto, lacrime, lacrime che sanno d’amore quello che prova immensamente André per la sua cara Dorine, quello dolce e tenero di due anziani che si amano ancora come il primo giorno.
Quando Dorine non ricorda più la sua famiglia André ricorre all’unico modo che conosce per tenere vivo in lei il loro ricordo e, cioè, raccontargli la storia del loro amore cercando di farglielo rivivere in tutte le sue sfumature.
All’arrendevolezza di André nel vivere gli episodi provocati dalla malattia all’apparenza buffi ma, che in realtà nascondevano un immenso dolore, persino dinanzi al fatto che Dorine avesse dimenticato che i calzini vanno messi ai piedi e non come guanti alle mani, al pubblico arriva in maniera diretta, come un pugno allo stomaco, l’impegno profuso da André nel dare a sua moglie tutta la comprensione, la dolcezza, l’amore smisurato che prova per quella donna che, in certi istanti, lo vede persino come un estraneo.
Questi momenti di coppia vengono interrotti anche dalla comparsa sulla scena del loro unico figlio, che si ritrova a vivere un’enorme sofferenza, non essere riconosciuto dalla madre provocando nel pubblico una stretta al cuore palpabile nell’aria.
Le foto appese alle pareti della loro casa, la poltrona nuova che prende il posto del violoncello, la storia della loro vita scritta su dei fogli per avere la possibilità di rileggerla tutte le volte che Dorine avesse dimenticato chi fosse, fanno parte del sentimento immenso che caratterizza l’amore di André, il loro legame così profondo.
Grandi emozioni ma, soprattutto, una performance eccezionale dei protagonisti che recitano tutto il tempo con delle maschere e senza proferire alcuna parola, riuscendo a raccontare attraverso la gestualità e il linguaggio del corpo una storia meravigliosamente commovente.
Lo spettacolo è una creazione della compagnia basca Kulunka Teatro che ha trovato il consenso del pubblico in ben trenta paesi con l’obiettivo di far conoscere al mondo intero l’importanza delle emozioni che proviamo.
Felisia Toscano
Foto http://www.ilfunaro.org







