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23 Gennaio 2019Un ritratto della realtà contemporanea può essere sintetizzato così Il Gabbiano di Anton Čechov ospitato dal Teatro Manzoni di Pistoia.
Sorin, un ex consigliere di Stato, ospita a casa sua alcuni amici e parenti nella sua tenuta estiva, in campagna. Tra i suoi invitati c’è sua sorella, grande attrice di successo, Irina. La donna è accompagnata dal figlio ventenne, l’aspirante drammaturgo Kostja Treplev e dal suo giovane compagno, Trigorin, un drammaturgo di successo. Kostja approfitta della tenuta estiva dello zio per mettere in scena il suo primissimo testo teatrale, chiamando a recitare sul palco una ragazza di cui è innamorato, la giovane e bella Nina.
Nina è la vicina di casa di suo zio ed è un’aspirante attrice.
La messinscena non ha però il successo sperato e la prima persona a schernire lo spettacolo è proprio la madre di Kostja. Amareggiato e deluso dall’insuccesso, è lo stesso Kostja che interrompe bruscamente la messinscena. A rendere la situazione ancora più complicata, c’è un malcelato disprezzo di Kostja per Trigorin. Disprezzo che è soprattutto artistico e che poco ha a vedere con la relazione di quest’ultimo con sua madre. Ma, la frustrazione di Kostja è destinata a peggiorare. Ben presto infatti viene a sapere che Nina ammira gli scritti di Trigorin e che gli ha confessato di voler diventare un’attrice di successo, nonostante i suoi genitori si oppongano. Tra i due perciò nasce un’amicizia ambigua, in cui Nina riserva a Trigorin attenzioni fin troppo dolci. Attenzioni che Trigorin non rifiuta ma che, sembra, al contrario, contraccambiare sebbene abbia una relazione con Irina, la madre di Kostja. E tutto questo, ovviamente, accade sotto gli occhi di un innamorato ma, non contraccambiato Kostja.
Quello che arriva direttamente al pubblico sotto le svariate forme dell’opera di Cechov è l’amore.
L’amore per l’arte, l’amore per il teatro, l’amore sbagliato, quello non corrisposto o addirittura mal riposto.
Nina, nonostante sia l’amore di sempre di Kostjia, intraprende una relazione con Trigorin, che a sua volta continua ad essere l’amante di Irina, al centro della scena c’è, quindi, il triangolo amoroso tra i tre.
Ognuno di questi personaggi vive i propri sentimenti quasi con passività.
Il Gabbiano di Cechov non è solo un dramma con amore a dismisura ma, anche un pretesto per riflettere sul Teatro e sulla drammaturgia, ponendo l’attenzione soprattutto su quanto i cambiamenti possono a volte non essere accettati dal pubblico, come ad esempio quando Irina, attrice di successo, schernisce il testo scritto da suo figlio Kostja che non riesce a comprendere perché lo trova troppo innovativo, a differenza di tutto quello che scrive Trigorin che rappresenta i canoni classici e ormai consolidati di fare teatro.
IL Gabbiano di Cechov è stato rappresentato nella versione del 1895, quella precedente alla censura zarista, la traduzione italiana è stata curata da Danilo Macrì.
Felisia Toscano
Foto di Maritati dal sito www.teatridipistoia.it



