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10 Gennaio 2019Due stelle delle danza: Francesco Mura, pistoiese, classe 1997, danzatore solista dell’Opera di Parigi, e Valentine Colasante, francese, ma di origini italiane, étoile dell’Opera di Parigi, sono giunte, in occasione delle feste natalizie, in visita a Pistoia alla famiglia di Francesco e al Centro Arte Danza diretto dai propri genitori, presso la struttura sportiva H2Sport di Pontelungo (PT).
Un vero regalo per le allieve del Centro Arte Danza, il 04 gennaio, ascoltare dalla bocca dei ballerini professionisti la loro storia professionale e la loro vita artistica. A seguire l’incontro una lezione, per le allieve, in sala, da parte di Valentine Colasante.
Una ghiotta occasione anche per noi per parlare con Francesco e della sua carriera e, perché no, per promuovere la danza, un’arte appartenente all’Italia, anche a Pistoia, che ha vantato e vanta ottime scuole e fior di insegnanti, di cui dobbiamo essere orgogliosi e fieri.
Francesco, bentornato a Pistoia, parlaci dei tuoi studi, per presentarti meglio al pubblico che ancora non ti conosce, e della tua carriera di danzatore.
Ho iniziato al Centro Arte Danza con i miei genitori, contemporaneamente facevo calcio e fino ai 9-10 anni non avevo ancora fatto una scelta. Poi mi sono indirizzato solo sulla danza e a 11 anni, dopo aver vinto un concorso a Civitanove Marche, sono potuto andare alla Scala di Milano. Sono stato alla Scala due anni per il 3° e 4 ° corso. Nel frattempo facevo audizioni e concorsi. Questo mi ha permesso di essere notato e scelto per la scuola dell’Opera di Parigi. Alla scuola ho fatto 3 anni. Nel 2015 sono entrato nel corpo di ballo. Nel 2017 sono diventato mezzo solista(coryphée) e nel 2018 solista (sujet). Ed ora eccomi qua.
Sappiamo, essendo genitori, quanto sia stato impegnativo per tua madre e tuo padre accompagnarti nello studio, ma vuoi parlarci dei sacrifici che hai fatto tu?
Innanzitutto devo dire che quando lo studio, lo sport, il lavoro, sono accompagnati da una grande passione non ci si accorge, o quasi, del sacrificio.
A Milano facevo lezione di danza al mattino e al pomeriggio studiavo. Avevo un convitto esterno e questo mi consentiva di muovermi e fare una vita normale. Mi differenziavo dai miei amici che erano a Pistoia solo per le serate. Io dovevo studiare e riposarmi per il giorno dopo, invece di uscire.
A Parigi è stata più dura, specialmente il primo anno. Avevo un convitto interno alla scuola. Non potevamo uscire. Inoltre nel fine settimana facevo delle lezioni private sia di danza che di pilates o altro ed ero sempre impegnato. Ma ripeto: con la grande passione si superano tutti i scarifici.
Parlando dei primi anni a Parigi, hai trovato difficoltà ad integrarti?
All’inizio ho avuto difficoltà con la lingua. Questo mi ostacolava ad approcciarmi con gli altri allievi, anche se erano presenti alcuni ragazzi italiani.
Dal 2° anno acquistando padronanza nella lingua francese è andato tutto meglio. E adesso mi trovo molto bene. In completa integrazione.
Il primo di gennaio abbiamo assistito sulla Rai allo spettacolo di danza di Roberto Bolle. Ha riscosso un enorme successo. Eppure in Italia molte scuole di danza chiudono, come pure alcune accademie prestigiose. Cosa ne pensi?
In Italia le Compagnie di danza sono poche. Vorrei sottolineare il lavoro importante che stanno facendo, non solo Roberto Bolle, ma anche alcuni direttori delle accademie, come ad esempio Eleonora Abbagnato, che stanno rivoluzionando i palinsesti e le programmazioni delle scuole e dei teatri per modernizzare e promuovere la danza e arrivare a più pubblico possibile. Secondo me stanno facendo un grande lavoro e spero che questa sia la direzione giusta per migliorare la situazione della danza italiana. In nazioni come la Francia, la Svizzera, la Germania si fa meno fatica perché c’è più mentalità nei confronti della cultura del balletto classico e della danza in genere.
Una parola su Valentine e infine sui tuoi progetti a breve.
Valentine Colasante, la mia compagna, entra nel 1998 alla scuola di danza dell’Opera di Parigi. A 17 anni è nel corpo di ballo e nel 2010 diventa prima ballerina. Nel 2018, durante la prima del Don Quichotte, è nominata étoile.
Devo dire che Valentine ha lavorato molto per raggiungere i traguardi della sua carriera. Non è stato facile. Una delle cose più belle è che non ha mai perso la passione, la spontaneità e la sua semplicità di ragazza.
Per quanto riguarda gli impegni, a breve inizierò una Tournée a Madrid con il corpo di ballo dell’Opera. Poi “Il lago dei cigni” all’Opera Bastille dove avrò un passo a 3. Inoltre ci saranno diversi Gala Europei secondo una scaletta decisa dall’Opera.
Senti Francesco, ma voi ballerini non vi riposate mai? La tua vacanza preferita?
Il nostro corpo si abitua ad un ritmo frenetico e quando ci fermiamo ci manca subito l’iperattività. (risponde ridendo)
Però ogni tanto sentiamo la mancanza di fare una vacanza. Ora è un periodo adatto. Siamo venuti a Pistoia per passare alcuni giorni con la mia famiglia e poi partiremo con degli amici per una vacanza alle Seychelles. In totale relax e divertimento. Torneremo al lavoro e alla danza più determinati e carichi che mai!
Ringraziamo Francesco Mura e la sua compagna Valentine Colasante che nel frattempo ci ha raggiunto per alcune fotografie. La sala, lato piscina, è gremita: genitori, amici, allieve, bambine dei corsi, si stanno sistemando per l’incontro con i ballerini. C’è un grande e gioioso fermento nell’aria,
Ringraziamo H2sport dell’ospitalità e i genitori di Francesco Mura, Rosaria Di Sessa e Claudio Mura, per aver organizzato l’incontro con le due stelle.
Intervista, video e fotografie a cura di Maurizio Gori e Laura Filoni.
Informazioni sui corsi del Centro Arte Danza presso H2sport: 0573 572649





