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Confesso di aver sempre avuto una grandissima ammirazione per tutti quei cani che riescono a fare cose che moltissimi di noi umani non sappiamo assolutamente fare, non ultimo l’amare il prossimo incondizionatamente e senza aspettarci per questo qualcosa in cambio.
E questo io credo nasca da lontano, probabilmente da quando, da bambino, ammiravo sugli schermi in bianco e nero delle prime televisioni, le stupende avventure di Rin tin tin (Flirey, settembre 1918 – Los Angeles, 10 agosto 1932), chiamato più semplicemente da tutti i suoi fans Rinty, che è stato forse il più celebre cane da pastore tedesco che abbia intrapreso la carriera di attore.
È anche vero che dopo di lui altri lo hanno seguito, cani attori, e attori… cani, nel tempo si sono sprecati, però per me lui ha rappresentato qualcosa di veramente speciale.
E con il tempo, passato il periodo del cane artista, sempre di più ho cominciato ad ammirare le gesta – questa volta vere – dei cani addestrati a compiere tutta una serie di operazioni volte a salvaguardare e a salvare la vita degli uomini. Sono note a tutti le immagini che ogni volta che accade qualcosa di particolare, le televisioni di tutto il mondo giustamente dedicano anche a questi infaticabili animali, sempre pronti a “gettarsi nel fuoco”, per cercare un disperso o affrontare un criminale armato.
Quando poi mi hanno prospettato la possibilità di vedere come e dove questi animali nascono, crescono e si addestrano, non ho esitato un istante a dire di sì.
Ed oggi eccomi qua, in una vera scuola dove degli stupendi animali hanno una casa e dei compagni umani che li amano veramente.
Sono a casa di Massimo Grassi, allevatore – nonché grande appassionato – dei cani da pastore tedesco, in compagnia di una ragazza, Chiara Naldini, anch’essa preda della stessa passione e a sua volta giovanissima allieva.
Massimo, inizio con l’intervista, ci dici dove ci troviamo esattamente?
Siamo sulle colline pistoiesi, a circa 400 metri di altezza, in una zona chiamata Le Novine, distante solo pochi chilometri dal centro città.
Un posto bellissimo davvero, e non solo per costruirci una casa. Ma qual è il vero motivo per il quale siamo qua? O meglio, arrivando quassù, cosa ho trovato di particolare?
Questo, dove io e la mia famiglia viviamo ormai da anni, è il posto ideale per dare spazio alla nostra grande passione: i cani. Ed è il posto adatto per tutta una serie di motivi che vanno dall’essere abbastanza distante da altre abitazioni e per questo non creando assolutamente nessun disturbo, al fatto che qua, spazi aperti dove far divertire i nostri amici animali decisamente non mancano.
Abbiamo parlato di cani, ma in realtà qua ci sono animali abbastanza particolari se non sbaglio.
Esatto. Qua abbiamo soltanto cani da pastore tedesco.
Ho letto che voi aderite ad una particolare associazione, ce ne puoi parlare brevemente?
Sì, noi facciamo parte della S.A.S. che è la società specializzata che ha come suo scopo primario quello di migliorare, incrementare e valorizzare la razza del cane da pastore tedesco e a svilupparne la selezione e l’allevamento. È un ente senza scopo di lucro, ed è presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale. È associata all’E.N.C.I. (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), del quale ovviamente accetta e condivide le norme e le direttive, e con la quale organizza numerosissime manifestazioni. Infine la S.A..S. aderisce alla W.U.S.V. (Unione Mondiale delle Associazioni del Pastore Tedesco).
Scusa la mia ignoranza, ma la sigla S.A.S. starebbe per?
Hai ragione, S.A.S. sta per: Società Amatori Schäferhunde, dove l’ultima parola significa, in lingua tedesca, “Cane da Pastore Tedesco”.
E quindi noi siamo capitati proprio in casa del presidente della SAS Firenze, una grande associazione. Ma tu oltre ad addestrali, li allevi giusto?
Esatto, anche se scuola di addestramento e allevamento sono due cose ben distinte. La parte addestramento non è soltanto specifica per il pastore tedesco. Chiunque voglia far apprendere al proprio cane alcune semplici norme di comportamento, può portarlo qua e imparare, prima lui e poi il suo amico a quattro zampe come ci si deve comportare “in società”. Nell’addestramento di un cane, è fondamentale l’opera, la presenza e l’impegno del proprietario, altrimenti è quasi impossibile ottenere dei risultati. Per l’allevamento invece le cose sono decisamente più complicate, perché selezionare una razza canina comporta un impegno notevolissimo, primo tra tutti avere a cuore in maniera quasi ossessiva la salute degli animali. I nostri ad esempio sono continuamente controllati e visitati al fine di evitare loro tutte quelle che possono essere le più comuni problematiche che spesso affliggono il cane pastore. Intendo dire ad esempio la displasia che colpisce le anche e il gomito di quasi tutte le razze di cani. Quindi radiografie ripetute nel tempo e interventi del caso. Inoltre è nostra cura prestare particolare attenzione al DNA dei nostri animali, analizzandoli in modo da non far riprodurre consanguineità troppo strette.
È evidente come Massimo, oltre a essere un vero esperto in materia, è anche un grandissimo appassionato, e lo si deduce da come parla dei suoi animali, quasi stesse raccontando di qualcuno della famiglia.
Mi rivolgo poi alla ragazza che attentissima non ha perso una parola sinora pronunciata da Massimo: Chiara, e te in questa scuola che parte ricopri?
Faccio la conduttrice dei cani durante le esposizioni di bellezza. In pratica sono quella che guida l’animale in sostituzione del proprietario.
Scusami, ma detto così sembra tutto molto semplice, invece?
Invece anche per fare da “semplice” conduttrice, occorre avere fatto lunghissime ore di allenamento, oltre ad avere una profonda conoscenza degli animali. Conoscerli e ottenere la loro fiducia è essenziale affinché, durante una manifestazione, siano il più possibile naturali e a loro agio, senza però dimenticarsi che in quel momento sono in una gara e quindi anche il muoversi o lo stare fermo deve avvenire secondo dei canoni ben precisi e codificati. Ed è compito specifico del conduttore quello di farli fare in maniera naturale al cane. Inoltre con il tempo si impara a capire immediatamente l’indole dell’animale e i suoi eventuali piccoli deficit e qui si rivela il bravo conduttore che spesso riesce a mascherarli o a farli superare.
E come nasce questa tua passione che dobbiamo ammettere non è comunissima?
Avevo un cane pastore e l’ho portato in una scuola simile a questa. Da lì il passo è stato brevissimo. Ed eccomi diventata grazie a Massimo che mi ha istruita e guidata, una conduttrice che partecipa da anni a numerosissime gare.
Invece te Massimo come hai fatto a sviluppare questa tua passione che ti ha portato a realizzare tutto quello che ci circonda, che innegabilmente non è nato solo per te e per la tua famiglia ma anche per i vostri cani?
È un qualcosa che risale al 1978 allorquando da militare ero autista di un cieco che aveva un femmina di cane guida e che mi dette un cucciolo maschio quando la sua cagna partorì. Da lì è nato tutto. Dopo il primo è venuta una femmina, che con degli amici preparai per le gare, portandola anche al campionato mondiale che quell’anno si teneva in Germania, ottenendo lo straordinario risultato del secondo posto in classe giovanissimi.
Tornando alla S.A.S. e a quello che organizza, mi incuriosisce in maniera particolare la sezione Obbedienza di Base che ho visto sul vostro sito internet. Cos’è?
È un corso aperto a tutti coloro che vogliono dare un minimo di “disciplina” al proprio animale. E come abbiamo già detto, a questi corsi possono partecipare tutti i tipi di cani, senza alcuna distinzione di razza o pedigree. Si cerca insomma di far diventare il cane “un buon cittadino” che ad esempio sappia come deve comportarsi in strada, evitando di tentare di aggredire i suoi simili, anche se poi, ripetendomi, insisto nel dire che il risultato migliore lo si deve ottenere istruendo i proprietari.
E come si riesce a imporre all’animale il rispetto di alcune regole? Qual è la tecnica.
La tecnica base è sempre il gioco ed è risaputo che tutti i cani amano giocare. Fondamentale è capire e sapere che l’animale non deve mai essere costretto, con nessun metodo. Gioco e cibo, le due cose che lo gratificano sono i soli strumenti che si devono utilizzare.
Come si elimina, o si riduce l’aggressività in un cane?
Seguendo gli insegnamenti di chi ha la capacità di insegnare e facendolo socializzare sin da cucciolo con i suoi simili. Ma questo del resto avviene anche con i nostri figli.
Il cane visto con gli occhi dei bambini è spesso un cane eroico. Voi come S.A.S. fate anche questo tipo di addestramento, intendo dire preparate il cane a compiti di difesa o protezione civile. Come ci riuscite?
Chiaramente questo è un settore specifico che richiede una preparazione e un addestramento del tutto particolari, ma la base da cui si parte è sempre il gratificare l’animale con il gioco o con il cibo dopo che ha compiuto l’esercizio. Capisci che tra preparare un cane per il salvataggio di dispersi o per partecipare a una sfilata di bellezza, tecniche e addestramento sono assolutamente diversi. Alla base però deve sempre esserci un concetto fondamentale che è quello di eliminare l’aggressività del cane, tranne ovviamente l’insegnargli a utilizzarla quando questo è necessario. Un cane aggressivo con i suoi simili per quanto bello e morfologicamente perfetto, non potrà mai partecipare a nessuna gara.
Quindi mi state dicendo che quando un cane addestrato si lancia contro un possibile aggressore, sa esattamente quando deve fermarsi?
Assolutamente sì. Un animale addestrato sa perfettamente come comportarsi, specialmente con i bambini, anche se io continuo a ripetere che è sempre buona norma lasciare che i giochi tra bambini e cani siano sempre sorvegliati da un adulto.
Parlando invece di gare e giochi, Chiara mi racconti qualcosa dell’agility?
È una disciplina che insegna al cane a giocare superando in velocità una serie di ostacoli quali salti, palizzate, tubi eccetera. Naturalmente anche questo gioco del cane, si trasforma poi in gare e spettacolo per chi assiste. È vero che il cane gioca e si diverte, ma io sono convinta che l’animale sa perfettamente che più di lui in quel momento sta giocando e divertendosi il suo amico a due zampe.
Quindi il cane fa tutto questo per l’uomo, ma l’uomo perché fa così tanto per i cani?
Perché li adora, si diverte a giocare con loro e perché più in generale ama gli animali.
Al termine della sua “carriera”, uno dei cani da esposizione e gare come sono i vostri, cosa fa? Va in… pensione?
Detto che il cane ama fare ciò che noi gli insegniamo a fare e quindi per lui è un’attività del tutto naturale, quando noi pensiamo che sia arrivato il momento di smettere lo mettiamo a riposo e semplicemente diventa un cane di casa, esattamente come la stragrande maggioranza dei suoi simili.
Decidiamo infine di andare a vedere uno degli “studenti” e Chiara e Massimo mi conducono all’aperto dove, in un grande box vedo un meraviglioso esemplare di pastore tedesco.
Ti presento Vasco – mi fa soddisfatto Massimo mentre intanto prende un guinzaglio e lo mette al collo del cane che entusiasta inizia a saltargli addosso invitandolo a giocare.
Vasco – riprende – è un maschio di tre anni e come puoi vedere è veramente un gran bel cane. Ha tutti i parametri giusti stabiliti dalle normative della razza e un indole veramente giocosa. E per darmene una dimostrazione, utilizzando soltanto una palla legata a una corda e dei semplici comandi dati con voce decisa, con l’aiuto della ragazza fa compiere all’animale una serie di esercizi che ne mettono in mostra potenza, agilità e bellezza, sotto gli occhi attenti di un altrettanto splendido esemplare femmina che poco distante attentissima ci osserva, sicuramente molto più interessata al bel Vasco che non a noi.
E anche io che di cani non ne capisco quasi niente, ma che riesco a riconoscere quando qualcosa è bella, devo francamente ammettere che in questo piccolo spicchio di Paradiso, quelli che qui ci vivono e che frequentano questa scuola, uomini e animali, sono veramente dei fortunati.
Enrico Miniati











