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17 Novembre 2018Il termine “giallo” che identifica questo genere letterario in verità trae origine dal colore che contrassegnava la collana specializzata italiana di genere, edita da Arnoldo Mondadori.
In altri paesi si è parlato di “noir”, di “roman policier” (Francia), di “detective novel”,” mistery”,” thriller”,” suspense”, “crime novels” e “true novels” (paesi anglosassoni), “krime” (Germania).
Anche su cosa si intenda per “romanzo giallo” si è parlato molto, varie le definizioni, ma sostanzialmente il romanzo poliziesco presuppone il racconto di un fatto criminoso con l’autore che presenta una storia, dei personaggi che la animano, disseminando la storia stessa di enigmi, quesiti, personaggi e eventi vari, in un crescendo di misteri da svelare. Insieme ai protagonisti ci sarà anche il lettore coinvolto in questa sorta di caccia al colpevole.
Quindi una storia, un crimine, la caccia al responsabile, l’abilità nel trascinare anche il lettore a diventare parte attiva in tutto questo. Una cosa che fa sempre discutere è da quando si può cominciare a parlare di “giallo”.
Alcuni partono da Shakespeare, altri da Sofocle, alcuni addirittura dalla Bibbia. Certamente spunti, indicazioni, personaggi, temi, ma tutto può dare inizio a un libro giallo, o meglio tutto può aver contribuito a piantare le radici di questa forma di letteratura.
In effetti il romanzo giallo non è altro che la narrazione di un fatto criminale, del mistero che verte intorno a esso, cioè un delitto, la ricerca del colpevole, della motivazione del fatto, di come il delitto è stato commesso. Il detective conduce l’indagine attraverso la quale arriverà a individuare il colpevole.
Certamente anche il lettore può avventurarsi su questa strada pur ignorando quello che poi per l’autore sarà il finale. Specialmente nei gialli “classici” la sfida a cui era chiamato il lettore si basava su una serie di domande e anche di trappole a cui certamente dovevano rispondere l’incaricato delle indagini ma anche il lettore stesso.
Sarebbe sbagliato definire il giallo solo come un enigma, nel giallo occorre una causa aderente alla realtà della vita quotidiana e a questo si arriva seguendo il processo investigativo, e d’altra parte ulteriore caratteristica del giallo è quello di ristabilire l’ordine e eliminare il mistero.
Infine si può ricordare in questa specie di premessa che la narrativa poliziesca si affida molto al metodo deduttivo, cioè si parte dal generale per arrivare a basarsi sul particolare, ed in questo era maestro Sherlock Holmes, anche se molti giallisti sono ricorsi al metodo induttivo che si identifica nello studio di un minimo indizio, a volte insignificante, per arrivare al generale.
Ma a parte le definizioni è importante ribadire che la letteratura gialla si affida al ragionamento e allo stimolare il lettore nell’analisi del caso.
Molti critici hanno parlato di letteratura di evasione, certo è che gli autori di romanzi gialli non scriveranno dei saggi ma nemmeno delle banalità.
Giuseppe Previti








