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2 Novembre 2018
Sherlock Holmes a fumetti. Piccola guida alla produzione italiana (IV Parte)
16 Novembre 2018Un doveroso accenno alle parodie. La Kappalab edizioni ha pubblicato un volumetto dal titolo “Il Fiuto di Sherlock Holmes” che contiene una storia completamente inedita delle avventure dei personaggi divenuti noti nel serial televisivo animato prodotta in 26 episodi nel 1981 con il titolo “Il Fiuto di Sherlock Holmes“, frutto di un lavoro di coproduzione tra RAI e Tokyo Movie Shinsha (la stessa di LUPIN III) che ha ottenuto grandi consensi sia da noi che nel” paese del sol levante”.
Questo volume, realizzato da Hatsuki Tsuji, contiene l’unica graphic novel nipponica esistente legata alla serie animata, prodotta sotto la supervisione del Premio Oscar Hayao Miyazaki, autore di numerosi capolavori del cinema d’animazione giapponese, fra cui Il Castello Errante di Howl e La Città Incantata.
La singolarità dell’opera e che tutti i personaggi sono rappresentati da animali antropomorfi.
Da ricordare che, parallelamente al debutto televisivo, nel 1984 usciva sulla rivista settimanale “Il Giornalino” una prima versione a fumetti con testi di Toni Pagot e disegni affidati a Franco Oneta, Gino Gavioli e Carlo Peroni.
Continuando a parlare di parodie ispirate al nostro investigatore, non si può prescindere di soffermarsi sul lavoro fatta nel mondo dei personaggi disneyani. Innanzitutto è bene ricordare quale sia la principale occupazione del famosissimo Topolino che si è andata delineando durante la sua storia editoriale: l’investigazione. Fino dal suo esordio sulle strisce stampate giornalmente sui quotidiani il nostro amato topo, insieme al suo simpaticissimo compagno Pippo, ha rivestito il ruolo dell’investigatore.
Da Ricordare la storia “Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante” (Tit. Orig. Mickey Mouse the Detective) forse una delle migliori pubblicate dalla Disney. Pubblicata negli USA come striscia quotidiana nel 1933 in Italia vede la luce il 15 Aprile del 1934, la storia è conosciuta anche con i seguenti titoli “Le straordinarie avventure di Topolino e Pippo poliziotti“; “Topolino e Pippo poliziotti“; “Pippo aiutante poliziotto” ed è stata ristampata innumerevoli volte nel corso degli anni. La trama e i disegni sono di Floyd Gottfredson, la sceneggiatura è di Merril de Maris, le chine e il lettering di Ted Thwaites.
I riferimenti a Sherlock Holmes sono evidenti, sia la professione, sia il corredo da detective di Pippo richiamano la figura dell’investigatore di Baker street. Per esempio, il cappellino che indossano alternativamente Pippo e Topolino è un deerstalker e la pipa che fuma Pippo è una calabash.
L’edizione originale della storia è in bianco e nero, le successive edizioni sono a colori. Esiste un rifacimento tutto italiano di quest’avventura con protagonista l’altra colonna portante della produzione Disney: Paperino. Con il titolo “Paperino e le teste a zero“, fu pubblicata per la prima volta nel 1960 su “Topolino n. 259”, con Martina alla sceneggiatura e Giovan Battista Carpi ai disegni.
La trama rimane la stessa cambiano i protagonisti che sono ,appunto, Paperino assistito dai suoi tre nipotini. Giovan Battista Carpi realizza da vero maestro quale lui è. È da ricordare che nella sequenza d’apertura di questa storia i nipotini di Paperino stanno guardando, alla televisione, una puntata delle “Avventure di Sherlock Holmes”.
Nel 1936 viene realizzata la storia “Topolino nella casa dei fantasmi” (Tit. Orig. “Mickey Mouse and the Seven Ghosts”), disegnata da Floyd Gottfredson, in cui a Topolino e Pippo si aggiunge anche Paperino,in una delle sue prime caratterizzazioni.
In questa il trio decide di aprire un’agenzia investigativa ma chi si avvicina di più alla parodia di Holmes è non è Pippo, che con un perfetto aplomb inglese non si lascia intimorire dagli spettri, gli antagonisti di quest’avventura. Egli indossa ancora una volta il classico deerstalker e fuma con noncuranza una calabash.
Pippo diviene in sostanza l’antitesi di Holmes, così stralunato, folle, illogico, strampalato e imprevedibile. Tuttavia è chi più si adatta fisicamente a una parodia holmesiana, cappellino, pipa e una lente d’ingrandimento completano l’immagine del “perfetto” detective. Pippo è stato anche il modello per il personaggio di Pippo-Holmes, uno dei suoi innumerevoli avi, protagonista di alcuni cartoni animati, di un francobollo e di numerose illustrazioni.
Nel 1971, sulle pagine di “Almanacco di Topolino n. 175”, Romano Scarpa disegna la storia “Pippo contro Pippo“. È una delle più divertenti storie di Scarpa . In questa Pippo, dopo avere visto un telefilm, è convinto di potersi immedesimare in qualunque personaggio, Holmes compreso. Armatosi d’immancabile deerstalker e mantellina (ammirandosi allo specchio dirà: “Guardami Topolino! Non sembro Sherlock Holmes in persona?”) indaga, per conto del commissario Basettoni, su di un ladro trasformista, che, dopo una girandola di avventure, arriverà a catturare.
Da ricordare la storia “Era Natale… Ricordi Topolino?“, pubblicata nel 1989 su “Topolino n. 1727” con testi di B. Concina e disegni di L. Gatto, in cui ci viene svelata la sua passione per l’investigazione.
Durante un pranzo natalizio Topolino ricorda che tanti anni prima, quando era solo un piccolo topo, ricevette in dono un completo da detective, contenente ovviamente lente, mantellina, deerstalker e quanto altro. Superato lo smarrimento iniziale, per l’insolito regalo, il nostro piccolo eroe si appassionò sempre di più alle indagini finché non scoprì un vero ladro, quest’episodio influì su quella che sarebbe stata la sua professione.
È da notare la presenza di una curiosa vignetta che ritrae, in primo piano, Topolino in abiti holmesiani, all’interno di un cerchio rosso su di uno sfondo giallo: un omaggio non poi così tanto velato ai “gialli Mondadori”.
L’Edicola di IGOR







