
Nuove iniziative per scuole, famiglie e adulti ai Musei Civici di Pistoia
3 Novembre 2018
A Borgo San Lorenzo il primo festival mugellano del libro
9 Novembre 2018Sabato 10 Novembre 2018 alle ore 17,00 presso la Caffetteria “Il Parterre” Via del Molinuzzo 7 a Pistoia verrà presentato il libro di Serenella Ferrari e Susanne E.L. Probst “Muli e conducenti! Tutti presenti! Il legame tra muli e alpini attraverso 120 anni di storia”.
L’evento promosso dal nostro giornale vedrà il giornalista Maurizio Gori moderatore dell’incontro al quale saranno presenti le due Autrici.
«Al mulo manca solo la parola e bisogna imparare a capire quello che vuole, se ha freddo, se ha sete, Bisogna imparare a conoscere le smorfie del muso. Il mio era una femmina, la Bigia, quante ne ho passate con lei…» Queste le parole del Bepi, un vecchio alpino conosciuto tanti anni fa in un rifugio in montagna col quale, al ritorno da una arrampicata, passai buona parte della sera fatta di discorsi seri e di fragorose risate di fronte ad un camino carico di legna scoppiettante.
Mi sono sempre rimaste impresse le parole di quel “vecio” perché il mulo è stato l’animale che per oltre un secolo (per la precisione 130 anni) ha servito fedelmente i soldati appartenenti ad un corpo militare fra i più amati dagli Italiani, quello degli Alpini.
Il sodalizio durato tanto tempo, purtroppo ebbe termine il 7 settembre 1993, a Belluno presso la caserma D’Angelo dove furono messi all’asta gli ultimi 24 muli di proprietà dell’esercito che avevano svolto il loro servizio alla Brigata Cadore.
Al grido di “Vergognatevi!” 300 vecchi alpini ingaggiarono una dura battaglia per strappare quegli animali tanto amati ai macellai presenti che volevano farne salumi, aggiudicandosene 21. I soldi furono offerti anche dagli alpini della caserma D’Angelo che rinunciarono alla loro decade, la paga del soldato.
Da sempre questo profondo legame tra alpini e muli ha fatto parlare “bocia” e “veci” e raccontare storie di fantastica amicizia.
Le due autrici hanno raccolto in poco più di cento pagine del libro la storia degli alpini e dei loro adorati e preziosissimi muli. Una storia che nasce nel lontano 1872. Molte sono le foto inserite nella pubblicazione, alcune delle quali inedite.
Questo appassionato lavoro di ricerca illustra con particolare attenzione la storia del mulo, un animale che ha affiancato i soldati lungo i sentieri in montagna con il basto accatastato e legato ad arte dall’alpino “conducente”. Un carico enorme, che spesso superava il quintale, stava sui fianchi della bestia ed era coperto da un telo che tutto tratteneva.
Un binomio inscindibile nelle campagne d’Eritrea, sulle alture assolate africane, sul fronte Greco-Albanese o lungo il Don ghiacciato nella sconfinata steppa Russa durante la ritirata nell’inverno 1942/1943, in continua simbiosi l’uomo e la bestia.
Interessante e particolareggiata la mappatura fatta da Ferrari e Probst che descrive i monumenti dedicati al mulo, presenti nel nostro Paese.
Tra gli alpini circolava una battuta che ha fatto storia e più di qualsiasi altro dire rende l’idea del rapporto che da sempre c’è stato tra l’alpino e il mulo:
“Dove il mulo non arriva, l’artigliere è capace di portarselo in spalla!”
E se lo dicono le Penne Nere c’è da credergli!
Alessandro Orlando




