
Estate mugellana: la fiera calda a Vicchio
31 Agosto 2018
“…Meglio morire d’utopia che di noia…””Dialogo sulla solidarietà” un libro che insegna come combattere il vizio dell’intolleranza.
7 Settembre 2018Presentato a Pupigliana il libro di Michele Gesualdi “Don Lorenzo Milani – L’esilio di Barbiana”
Domenica 26 Agosto alle ore 21:30 si è tenuto presso Piazza del Capitano di Pupigliana un incontro con Sandra Gesualdi che ha presentato il libro “Don Lorenzo Milani – L’esilio di Barbiana” edito dalla San Paolo Edizioni. L’autore, purtroppo scomparso da pochi mesi, è il padre Michele, uno dei primi sei ragazzi della scuola di Barbiana, la parrocchia di Don Lorenzo Milani.
La storia è di questo giovane prete, libero di pensiero innamorato di Dio e della sua missione, riconosce alla Parola lo strumento che rende eguali nella dignità e liberi nel confronto, per un sapere al servizio del prossimo. Il suo comportamento di apertura nei confronti degli ultimi infastidì le coscienze borghesi di una società divisa in classi e il clero fiorentino del tempo tanto da costargli l’esilio a Barbiana non può che, se non appassionare, almeno incuriosire chi è nato in un’epoca successiva. Un’epoca appunto, in cui nessuno lotta più per i propri diritti, di cui spesso ci scordiamo.
Una rivoluzione, un clamore vero e proprio, che già aveva dato i suoi primi segnali durante la permanenza a Calenzano con la scuola serale per operai. Lorenzo trova in una canonica in mezzo ad un bosco un paese che “non esiste”, qualche casa sparsa qua e là e i ragazzi che lavoravano nei campi e nelle stalle aiutando i familiari. Quell’esilio avrebbe dovuto uccidere prima lo spirito e poi l’uomo, si rivelò invece il palco più potente per far conoscere al mondo la tenacia di quel giovane prete fatto priore del niente. Il “metodo Barbiana” ancor oggi dopo 51 anni dalla sua morte fa parlar di sé e induce a profonde riflessioni.
Michele Gesualdi in un’intervista disse “…si può esiliare il corpo ma non lo spirito quando c’è contenuto, sostanza e fuoco, il fuoco strabocca…”. Sandra ricorda: “…due furono le cose che Don Lorenzo fece quando si trovò di fronte a quel niente, la prima fu quella di recarsi in Comune a Vicchio a comprare un pezzo di terra del cimitero per la sua tomba, accettando così la sua missione come definitiva; la seconda, fu quella di mettersi al servizio dei ragazzi della parrocchia cercandoli nei casolari perduti fra quei monti, ultimi tra gli ultimi. Attraverso la sua opera fornì gli strumenti per dar voce al loro pensiero, riscattandoli da una situazione di povertà ed una vita di lavoro massacrante…”.
La centralità della Parola come strumento di riscatto trova una qualche forma di corrispondenza proprio nella valle del Serpente con i suoi storici poeti tra cui Anton Francesco Menchi, che con i loro versi denunciavano lo stato di vita del debole e dell’oppresso, Parola che dovrebbe essere strumento per esprimere quelle idee che fanno il peso di ogni uomo e con le quali ognuno di noi dona il suo contributo alla società. Uno strumento, quello della Parola, del quale oggi in un’epoca di immagini e compulsiva condivisione, abbiamo inspiegabilmente dimenticato l’importanza.
L’evento organizzato dall’Associazione Amici di Pupigliana, che da 1997 svolge attività di sviluppo, cultura e promozione in questo piccolo borgo sulle colline fuori Pistoia, è stato anche un momento di incontro per festeggiare i risultati che in questi anni sono stati raggiunti con il lavoro determinato e incessante di giovani volontari. Sono state ripristinate cinque strade paesane, realizzata una nuova statua ai caduti e una panchina statua nella piazza principale, opera dell’artista locale Dorando Baldi.
Una piacevole sorpresa è stata la presenza del Sindaco Alessandro Tomasi che ha elogiato l’operato delle Proloco che, con il loro lavoro, rendono possibile la rinascita dei piccoli paesi come punti irrinunciabili di cultura e aggregazione.
Gabriele Carradori



